L’Unione Europea chiede un prezzo più alto per l’acqua per ridurre gli sprechi in agricoltura

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L’acqua è una risorsa tanto preziosa quanto limitata. Lo abbiamo ricordato diverse volte su queste pagine: le riserve di acqua dolce presenti sulla Terra e adatte ai consumi domestici e per l’irrigazione delle colture sono esigue rispetto alle disponibilità idriche globali. La siccità, esacerbata dai cambiamenti climatici in atto, sta esasperando il problema della scarsa reperibilità di risorse idriche.

In questo contesto, diventa cruciale riconoscere il giusto valore all’acqua ed impegnarsi, a livello comunitario, per un uso razionalizzato e parsimonioso, in special modo in agricoltura, settore in cui metodi di irrigazione ancora obsoleti, ad alto dispendio idrico, causano scarse rese a fronte di enormi sprechi idrici.

Un modo per riconoscere il giusto valore all’acqua è stabilire un prezzo più alto per chi ne abusa e ne fa un consumo esagerato e poco mirato. Lo ha affermato Janez Potočnik, Eurocommissario all'Ambiente, in una recente intervista concessa al quotidiano Italia Oggi.

Il prezzo dell’acqua dovrà basarsi sui consumi effettivi e pesare sul prezzo finale dei prodotti.

Soltanto in questo modo, infatti, i consumatori premieranno i prodotti con un’impronta idrica più bassa, incentivando i produttori a scegliere metodi di coltivazione ed irrigazione improntati al risparmio idrico per rimanere competitivi sul mercato.

Il 24% dei consumi complessivi di acqua sul territorio dell’Unione  Europea è attribuibile all’agricoltura. Soltanto fissando un prezzo per l’acqua, bene sempre più raro e prezioso, si incoraggerà il settore ad una svolta verso un uso più razionale delle risorse idriche.

D’altra parte, ha precisato Potočnik, fissare un prezzo per l’acqua è fondamentale per rispettare le linee guida della Water framework directive (2000/60/EC).

Per le aziende riconoscere il giusto valore all’acqua non sarà un deterrente per la competitività, tutt’altro: secondo l’Eurocommissario all'Ambiente sarà una spinta verso una maggiore efficienza dei sistemi produttivi che migliorerà le rese e renderà più forti le imprese agricole sui mercati.

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