L’Unione Europea a sostegno dei giovani agricoltori

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L’Europa ha bisogno degli agricoltori. I dati riguardanti i lavoratori del settore agricoltura riportano numeri in ribasso. Così, il commissario europeo all'agricoltura Dacian Ciolos dichiara che l'Europa deve rendere palese il suo bisogno nei confronti della categoria. Oltretutto, nonostante la Politica agricola comune, negli ultimi dieci anni l’agricoltura ha perso un vasto numero di agricoltori. Secondo il commissario, che si è espresso in occasione del Consiglio europeo dei giovani agricoltori a Bruxelles, è dunque fondamentale aumentare di gran lunga il sostegno nei confronti di chi vuole dar vita ad una nuova impresa agricola o rilevarla da chi ha deciso di smettere l’attività. Per fare ciò occorre propinare una vera politica volontarista di sostegno ai nuovi arrivati.

Ciolos è sicuro che l'occasione per cambiare le carte in tavola, agevolando i giovani agricoltori ad inserirsi, si installa all’interno del progetto di riforma della politica agricola comune: la Riforma Pac, di cui abbiamo spesso parlato, che si trova in questi giorni sul tavolo dei ministri dell'agricoltura europei. Due sono le proposte. Le proposte ritenute rilevanti dal commissario:

In primo luogo bisogna creare, nell'ambito del programma di sviluppo rurale, un sottoprogramma specifico per i giovani agricoltori, in modo da poter intervenire, ad esempio, aumentando l’intensità del sostegno che viene loro accordato, aiutandoli anche negli investimenti e nella formazione. L'elemento chiave resta quello di poter trattare in modo differenziato i giovani in termini di cofinanziamento (rispetto agli altri produttori ndr).

Vi è inoltre un secondo elemento che Ciolos considera fondamentale nella proposta di riforma della Pac della Commissione europea. Esso concerne:

l'aumento del livello dei pagamenti diretti Ue ai giovani agricoltori che si installano per i primi cinque anni di attività. Su questa misura sento dire che dovrebbe essere unicamente volontaria per gli Stati membri, ma in quel modo si creerebbe una discriminazione tra i giovani produttori europei. Insomma, se la Pac e il mercato agricolo restano comuni, tutti i giovani agricoltori che si installano devono beneficiare di un sostegno.

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