Agricoltura, cresce ancora il numero degli occupati

|
Mentre i dati sulla disoccupazione restano allarmanti – nel secondo trimestre del 2014 la percentuale dei senza lavoro è stata del 12,6% - c’è un settore che mostra ancora una volta di essere in controtendenza: è il settore agricolo, nel quale le nuove assunzioni, nel periodo considerato, sono aumentate del 5,6% rispetto allo scorso anno.Questo boom delle assunzioni (+27,6% al nord, +28,6% al centro e -8,3% nel sud Italia) è un’iniezione di fiducia per le aziende agricole italiane e per il settore tutto, dopo un lungo periodo di condizioni metereologiche avverse che hanno minacciato la produzione di quest’anno. Ma lo è anche per i giovani alle prese con la disoccupazione, dato che, come affermato dalla Coldiretti, il 25% dei nuovi assunti in agricoltura (uno su quattro) ha meno di 40 anni.Quindi, l’agricoltura, oltre a confermarsi l’unico settore in controtendenza per quanto riguarda le assunzioni, è anche un settore che offre molte opportunità ai giovani, sia per quanto riguarda lavori stagionali e temporanei, come dimostrano le tante assunzioni di questo periodo, ma anche per l’imprenditoria giovanile: nel secondo trimestre di quest’anno, il numero delle aziende agricole guidate da under 35 è arrivato a quota 48620, in aumento del 2,6% rispetto al periodo precedente.Purtroppo, i giovani imprenditori che decidono di tornare al lavoro della terra si trovano a scontrarsi con le stesse problematiche che da tempo affliggono il settore, prima di tutto la bassa redditività che, nella maggior parte dei casi, non permette neanche di pagare i costi di produzioni, , in secondo luogo la concorrenza sleale dovuta alla mancanza di trasparenza nell'informazione sui prodotti Made in Italy.I giovani comunque sembrano saper rispondere egregiamente a questa sfida. Le aziende guidate da under 35 hanno mostrato di avere una maggiore produttività rispetto a quelle guidate dai loro padri (molto spesso, infatti, i nuovi imprenditori agricoli vengono da una lunga tradizione famigliare di lavoro nei campi), grazie soprattutto ad un maggiore grado di scolarizzazione che permette loro di internazionalizzare le loro aziende, grazie alla conoscenza delle lingue e all’utilizzo di internet, così come l’utilizzo di sofisticati ritrovati della tecnologia che garantiscono un maggiore controllo della produzione in campo.

ISCRIVITI ALLA NOSTRA RIVISTA

Conferisco il consenso al trattamento dei dati personali