Le trasformazioni dell’agricoltura e della zootecnia nel Nord Italia

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Il settore agricolo è in rapida trasformazione. I nuovi dati pubblicati nel 6° Censimento Generale dell’Agricoltura fotografano una situazione in rapido cambiamento soprattutto nella grandezza e nel numero delle aziende agricole, nella tipologia di conduzione e nella forma giuridica e, infine, nelle caratteristiche della forza lavoro.

Al nord Italia il settore tiene bene rispetto al resto del paese. Infatti, nelle regioni settentrionali, la contrazione del numero delle aziende è stata minore rispetto al resto del territorio (- 21% al nord contro un -34,4% totale) con una perdita di imprese che si è concentrata soprattutto su quelle di piccole dimensioni, ossia con meno di 20 ettari di terreno coltivabile.

A livello settoriale è la zootecnia a subire le maggiori perdite e, anche in questo caso, il Nord della penisola continua a subire di meno gli effetti negativi della contrazione economica (scomparse il 33,3% delle aziende con allevamenti del Nord, rispetto al 41,3% del resto del Paese).

Significati segnali di cambiamento sono da rilevare anche nella struttura delle aziende agricole e zootecniche. Fermo restando che la maggior parte (il 96, 1%) sono unità aziendali di tipo individuale o familiare gestite direttamente dal conduttore e dai suoi famigliari (95,4%), si assiste ad un aumento di aziende gestite da società di persone, di capitali o cooperative che nel Nord sono oltre 33mila e rappresentano l’8,5% del totale.

A questo si aggiunge anche un cambiamento del management aziendale: i capi delle aziende agricole sono più giovani e con un livello di istruzione più alto e specializzato; al Nord i capi di aziende agricole che hanno un titolo di studio superiore in materie agrarie sono il 7,7% contro il 4,2% del resto dell’Italia.

Ottime performance anche a livello produttivo. Considerando la Produzione standard (valore stimato dall’Eurostat ed espresso in Euro sulla base degli ettari coltivati e dei capi allevati) al Nord Italia si registra un valore doppio rispetto alla media nazionale: 64.495 euro medi per le regioni del nord, contro i 30.514 euro per azienda nel resto delle regioni.

Incrociando i dati fornito dal 6° Censimento dell’Agricoltura con quelli internazionali, l’Italia si assesta al secondo posto per numero di aziende agricole presenti sul territorio, battuta solo dalla Romania.

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