Agricoltura italiana, il 2015 anno positivo

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E' stato un 2015 sicuramente positivo per l'agricoltura italiana che ha evidenziato un aumento di redditività e occupazione. Certamente si può sempre migliorare, tuttavia l'anno che da non molto ci siamo lasciati alle spalle fa ben sperare per il futuro di un settore di vitale importanza per il nostro paese.

E a focalizzare l'attenzione sui dati positivi che ci ha regalato il 2015 è il Rapporto AgrOsserva, realizzato da Ismea e Unioncamere: oltre all’aumento di export, valore aggiunto e occupazione, c'è da notare anche la riduzione del trend negativo delle nuove imprese registrato negli ultimi dodici mesi. Tanti insomma gli spunti interessanti sui quali riflettere.

Intanto l'aumento della occupazione, cresciuta di un +4.1% solo nel terzo semestre dell'anno. Tante le persone che hanno trovato lavoro nel settore dell'agricoltura che si rivela ancora oggi una delle aree più dinamiche in una fase in cui l’Italia fa fatica un po’ in tutti i campi con livelli di disoccupazione ancora molto alti. Anche l'export fa registrare traguardi importanti: raggiunge infatti quota 36,8 miliardi di euro, mettendo a segno una crescita del 7,3%. Particolarmente interessante è la voce legata al saldo del numero di imprese agroalimentari: sono ancora in negativo ma il bicchiere in questo caso va visto mezzo pieno. Le imprese del settore fanno registrare un segno meno di 6464 imprese nel 2015, rispetto al 2014, ma bisogna considerare che erano oltre 18mila in meno nel 2014 e quasi meno 32000 imprese nel 2013. Insomma andando di questo passo nel giro di poco tempo si dovrebbe riuscire a risalire la china. Unica nota dolente, in un quadro generale piuttosto buono, è quella legata all'accesso al credito che rimane discorso quanto mai delicato. I dati della Banca d’Italia sugli stock di prestiti bancari messi a disposizione delle imprese, attestano a fine 2015 un livello inferiore dell’1,7% rispetto alla fine dell'anno precedente.

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