Agricoltura, perché l’Italia rischia di perdere gli aiuti comunitari?

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In ballo ci sono 389 milioni di aiuti comunitari. Ma l’Italia potrebbe perderli. In arrivo, da parte della Commissione europea, ci sarebbe una rettifica di natura finanziaria: si tratta in altri termini di una perdita di risorse pari a 388.743.938 di euro, per undici anni di "gravi carenze" contestate all'Agea, l'agenzia che detiene la gestione degli aiuti comunitari all'agricoltura (circa 7 miliardi annui).Il Governo studia una soluzione. Nel frattempo, però, dall’Ue potrebbe cascare sulla penisola una tegola da 152 milioni per un’altra ragione.Di cosa si tratta?Da un’indagine effettuata in maniera congiunto da Guardia di finanza e Ufficio antifrode europeo (Olaf) sul sistema informatico agricolo nazionale (Sian), (il sistema usato per gestire tutte le operazioni relative alla politica agricola comunitaria in Italia) è emersa la presenza di un registro parallelo. Una sorta di archivio segreto di Agea, gestito da poche teste e conosciuto da pochissimi.In questo registro veniva iscritta la contabilità debitoria di posizioni irregolari o fraudolente connesse all'utilizzo dei fondi provenienti dalla Ue.Questa prassi è andata avanti dal 1999 al 2013. Poi, appunto due anni fa, le Fiamme gialle e l’Olaf hanno deciso di intervenire per capire cosa stava succedendo.Tutti i casi più spinosi iscritti in questo limbo, invece di essere approfonditi e risolti col recupero del denaro da Agea negli anni, sono stati accumulati in un angolo nascosto del Sian, lasciando che finissero in prescrizione.Questo significa che quando l'Italia sarà chiamata dalla Commissione europea a rispondere delle somme in sede definitiva (la cifra sarà compensata con i nuovi aiuti Ue 2014-2020), Roma potrebbe non avere posizioni su cui rivalersi per limitare il danno economico.Lavora sulla vicenda anche la Procura di Roma, che ha avviato un’indagine sui responsabili alla guida di Agea dal 2008 al 2013.Il rischio, oggi, per tutto il sistema – agricoltura è enorme. Le preoccupazioni sollevate in sede giuridica, infatti, hanno fatto si che Bruxelles proponesse una rettifica finanziaria inerente tutti i debiti non recuperati prima del 2010. L'importo massimo della correzione si aggira sui 388.743.938 milioni, di cui 388.728.816 finanziati dal Fondo Europeo Agricolo di Garanzia (Feaga) e 15.121 dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (Feasr).Nella lettera si fa inoltre presente che per il momento non sono stati presi in considerazione i 152milioni di uro delle cosiddette "banche dati non gestite", vale a dire un altro ambiente del Sian di cui i conti non quadrano e le cifre iscritte, nonostante riportino la dicitura "nazionale", sono in parte comunitarie.

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