Alimenti, prezzi a ribasso e record di produzione

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In un periodo di grandi allarmi, anche a breve termine, sulla sicurezza alimentare, sembrano esserci i presupposti per un miglioramento della situazione, almeno stando agli ultimi dati pubblicati dalla Fao secondo cui, oltre alla conferma di una generale diminuzione dei prezzi alimentari a livello globale, l’anno appena iniziato vedrà una produzione record.Nel suo ultimo bollettino dell’indice dei prezzi alimentari – l’indice ponderato su base commerciale calcolato dalla Fao che misura i prezzi di cinque principali materie prime alimentari sui mercati internazionali – l’organizzazione ha rivisto a rialzo le previsioni per la produzione cerealicola 2014: l’offerta rimarrà quindi abbondante mantenendo i prezzi alimentari bassi, tendenza manifestatasi fin da aprile dello scorso anno e coadiuvata anche dalla forza del dollaro e dalla diminuzione dei prezzi del petrolio.A gennaio di quest’anno l’indice dei prezzi alimentari si è attestato su una media di 177,4 punti, in diminuzione del 3,6% rispetto al 2014 e del 34% rispetto al 2008. A scendere maggiormente è stato il prezzo del grano, che ha fatto registrare il meno 7%, una diminuzione dovuta in parte all’ampia offerta di cereali a livello globale e, in parte, al crollo dei prezzi del petrolio che lo rendono più conveniente rispetto ai carburanti rinnovabili.L’effetto petrolio si è fatto sentire anche sugli oli vegetali (l’indice dei prezzi a gennaio era a 156 punti, ovvero il 2,9% in meno rispetto all’anno precedente) e sulle carni, in particolar modo le suine (indice a 194.3, -1.6% rispetto al 2013). Stabili l’indice dei prezzi dei prodotti lattiero caseari e quello dello zucchero.Prospettive rosee anche per il futuro. Secondo la Fao, infatti, anche il 2015 sarà un anno positivo per la produzione e per i prezzi alimentari: le scorte di cereali a livello mondiale nel 2015 sono previste a circa 623 milioni di tonnellate, in crescita dell'8 per cento rispetto all'anno precedente e lo stock-to-use ratio (il rapporto tra gli stock finali e il consumo) globale dei cereali per il 2014/15 dovrebbe salire al 25,0%, il livello più alto dell’ultimo decennio.

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