Un opuscolo per raccontare l’annata agricola a Cuneo e provincia
Data: 25 luglio 2012 | Di: Redazione
Categoria: Agricoltura

Da qualche giorno è disponibile l’opuscolo Annata agraria 2011, pubblicato sul web e curato dal Settore Agricoltura della Provincia di Cuneo per raccontare con dati ed immagini la scorsa stagione agricola sul territorio. I grafici e le tabelle delineano un andamento tutto sommato positivo, arricchito con fonti fornite dalla Regioni e ricerche effettuate dai principali quotidiani nazionali. Ne viene fuori che il settore primario risulta essere un’ottima fonte di reddito e una buona fonte occupazionale.
Cuneo si configura come la quarta provincia italiana in classifica, dietro Brescia, Verona e Mantova. La seguono Bari, Foggia e Salerno. Mantenendo una posizione di tutto rispetto, il contributo offerto da Cuneo all’agricoltura italiana nel 2011 è stato determinante. Il 40,7% della produzione agricola regionale proviene infatti dal cuneense.
Particolare rilievo è assunto dal settore zootecnico, il quale rappresenta in termini economici oltre la metà del quantitativo provinciale totale. Anche il settore vitivinicolo e il settore frutticolo hanno acquisito nel tempo un forte peso all’interno delle dinamiche regionali, di pari passo con le coltivazioni di carattere cerealicolo – industriale.
Dati più generalisti parlano di una diminuzione delle imprese, situazione che si verifica in tutto il Piemonte ed in altre zone d’Italia. Malgrado questo numero sia in ribasso, l’annata agricola nel cuneense ha fatto registrare molte positività, tra le quali l’aumento complessivo della produzione. I prezzi, tuttavia, sono in ribasso, mentre la superficie utilizzata per i raccolti è rimasta invariata. I cereali sono una delle colture più in voga dall’anno scorso ad oggi. Crescono gli investimenti sul mais: la sua produzione ha risentito però della contrazione dei prezzi, nonostante sia in aumento la quantità messa a disposizione del mercato.
Diminuiscono, in linea con le tendenze degli ultimi anni, le superfici destinate alle colture industriali (arrivate a -21,7%) con cali consistenti per pomodoro da industria (-35%), colza (-27%), soia (-18%) e girasole (-12%).
Analizzando il settore frutticolo si sono verificate criticità su tutte le principali produzioni: sulle pesche grava la saturazione dell’offerta, che ha causato livelli di prezzo insoddisfacenti al limite della soglia dei costi di produzione ed inferiori del 33% rispetto alla precedente campagna.
Il kiwi sfrutta un recupero dei livelli produttivi registrati nel corso del 2011; l’offerta complessiva, di conseguenza, è aumentata del +35%, ma i prezzi che verranno liquidati a saldo saranno certamente inferiori rispetto a quelli della precedente campagna commerciale.
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