Anno internazionale della cooperazione nel settore idrico

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Il 2013 è stato proclamato dalla Nazioni Unite l’“Anno internazionale della cooperazione nel settore idrico”. La proposta è inizialmente arrivata dalla delegazione del Tajikistan, per poi essere accolta con favore da parte di tutte le altre.

La proclamazione dell’“Anno internazionale della cooperazione nel settore idrico” si pone come un importante passo nel raggiungimento degli obiettivi delle Nazioni Unite di dimezzare la percentuale delle persone che non hanno accesso all’acqua potabile ed ai servizi igienici di base, un problema che si pone come sempre più preoccupante per il continuo aumento della popolazione mondiale e, soprattutto per i problemi legati non alla mancanza di acqua, come si pensa normalmente, ma alla sua mala gestione.

Problema, questo, su cui anche il politologo Edward Luttwak, intervenuto nel corso di un seminario internazionale sull’argomento svoltosi a Padova, ha posto l’accento, sottolineando che nel nostro pianeta non manca l’acqua, ma la manca un programma di utilizzo che permetta di sfruttare questa risorsa in modo che tutti possano beneficiarne. Secondo Luttwak:

Fino a che la gestione delle risorse passa, anziché attraverso tecnici esperti e corretti, da una mala gestione politica, che non si cura in maniera efficiente degli sprechi, non può esserci  buona governance.

Se non verranno presi provvedimenti immediati, e l’“Anno internazionale della cooperazione nel settore idrico” è uno dei passi che sono stati fatti a livello internazionale per muoversi nella giusta direzione, nel 2025, secondo le stime Onu, saranno almeno 1,8 miliardi le persone colpite da una grave scarsità di risorse idriche. Senza acqua non si può pensare ad sviluppo sostenibile, alla cura dell'ambiente, alle condizioni sanitarie adeguate e alla riduzione della povertà.

Le misure che possono essere prese dai diversi stati sono tantissime. Un esempio è quello di Israele, paese in cui entro il 2014, come confermato anche da Yossi Shmaia (Mekorot Israel National Water Company), la quasi totalità dell’acqua (circa il 75%) sarà ottenuta attraverso processi di desalinizzazione e purificazione che permettono, anche grazie a tecnologie particolarmente avanzate ed efficienti, di riutilizzare le acque reflue in agricoltura.

Un esempio da seguire che si inserisce, inoltre, nelle raccomandazioni di molti esperti del settore ch chiedono di non intervenire su corsi d’acqua e fiumi, per evitare che queste operazioni possano tradursi in ulteriori dispersioni e disastri ambientali.

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