Aziende agricole italiane, l’innovazione ostacolata dall’età di chi comanda

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Uno dei problemi che preoccupano il settore agricolo è senza ombra di dubbio la distribuzione di età dei capi aziendali. L’Istat, in base ai dati contenuti nel Censimento dell’agricoltura 2010, sostiene che il 16,7% dei proprietari d’impresa ha più di settantacinque anni; il 50% ne ha più di sessanta. Nel contempo, i capi aziendali che hanno meno di quarant’anni rappresentano meno del 10% del totale.Senilizzazione e agricoltura, dunque, vanno di pari passo. Ciò rappresenta un ostacolo all’innovazione. Cosa occorre, dunque? In primo luogo è necessario un inserimento di imprenditori agricoli nuovi e giovani. In alternativa, quando tra cinque anni vi sarà un nuovo censimento dell’agricoltura, il tasso di senilizzazione sarà ancora più alto e confermerà ulteriormente la tendenza degli ultimi quarant’anni.Non è un caso che i terreni coltivati diminuiscano. Con essi diminuiscono anche le aziende e gli imprenditori e si registra un conseguente aumento della maglia poderale media.Come accennato, il fenomeno di senilizzazione induce ad una scarsa propensione in termini di innovazione aziendale. Ci troviamo all’interno di un ramo imprenditoriale in cui la classe di età più impattante è quella degli over 75. Difficile che tale tessuto sia in grado di inoculare innovazione nel sistema, puntando su consistenti investimenti.Per via di una media d’età alquanto alta, viene a mancare anche la cultura di impresa. Il capo azienda italiano, solo nell’1% dei casi, puo’ vantare una laurea in agraria e solo nel 3% dei casi ha un diploma nella medesima materia. Il livello di istruzione si configura come un indicatore importantissimo. In italia, il livello di istruzione dei proprietari di aziende agricole è così ripartito:
  • Nessun Titolo 5%
  • Licenza elementare 34%
  • Licenza media 32%
  • Diploma in agraria 3%
  • Diploma diverso da agrario 20%
  • Laurea diversa da agraria 5%
  • Laurea in agraria 1%
Un’inversione di tendenza si verifica nel settore del biologico. Le aziende facenti parti di questo network sono maggiormente al passo con i tempi, in quanto puntano su risorse più giovani e dotate di un più alto livello di istruzione.Volendo effettuare un confronto si evidenzia che:
  • I capi azienda del biologico sotto i 40 anni sono il 22,2% contro il 10% del totale
  • I capi azienda del biologico sopra i 75 anni sono il 7,3% contro il 16,7% del totale
  • I capi azienda del biologico laureati sono il 17% contro il 6% del totale
  • Le aziende del biologico informatizzate sono il 15,6% contro il 3,8% del totale
  • I capi azienda donne nel biologico sono il linea con il totale (circa il 30%)

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