Impianti a biogas in Germania, le linee guida per un dialogo costruttivo con la popolazione

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Noi di Netafim ci siamo occupati spesso delle enormi potenzialità del biogas nel processo di emancipazione energetica dalle riserve estere. Puntare sui piccoli impianti a biogas nelle campagne, lo ha ricordato lo scorso inverno anche la Confederazione Italiana Agricoltori, potrebbe infatti favorire un incremento della redditività degli agricoltori e creare nuovi posti di lavoro, sopperendo all’aumento dei fabbisogni energetici italiani nei rigidi mesi invernali, senza oneri eccessivi in bolletta.

Anche la Germania guarda da tempo con interesse crescente al biogas per soddisfare il suo fabbisogno di energia. Tra le biomasse, infatti, quelle per la produzione di biogas hanno sicuramente il potenziale maggiore per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2, fissati dall’Unione al 20% entro il 2020.

Gli impianti a biogas garantiscono la massima efficienza ed il miglior sfruttamento delle biomasse, consentendo la produzione di energia elettrica, energia termica e digestato, materiale organico che trova reimpiego nei campi come fertilizzante. Un circolo virtuoso senza sprechi su cui vale la pena investire per aumentare la fetta di energia pulita, rinnovabile e sostenibile.

Purtroppo, in Germania come in altri Paesi europei, la cattiva informazione sulla gestione ed il funzionamento ottimale degli impianti, rischia di caricare di valenze negative il settore,  condizionando il livello di tolleranza sul territorio delle infrastrutture energetiche e l’opinione pubblica sulle centrali.

In questo contesto, appare fondamentale investire non solo sulle nuove tecnologie, ma anche neldialogo con la popolazione. Le linee guida pubblicate sul portale biogas.org suggeriscono pertanto di organizzare degli incontri prima, nel corso e dopo la costruzione degli impianti, coinvolgendo i residenti delle aree limitrofe sul fronte occupazionale e sottolineando i vantaggi ambientali delle biomasse. Fondamentale, inoltre, garantire la massima integrazione dell’impianto nel territorio circostante, adeguandosi alle esigenze dell’ecosistema ed ascoltando i dubbi della popolazione, senza trascurare, bollandola come banale, nessuna obiezione sollevata dalle comunità locali. Soltanto attraverso il dialogo e la psicologia, lo sviluppo della filiera del biogas sarà armonico, sereno e più veloce grazie al consenso territoriale.

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