Biogas, investimenti e posti di lavoro in crescita al Sud

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 Crescono gli scenari di investimento per quanto riguarda il biogas al Sud. Investimenti che, da qui ai prossimi quindici anni, possono raggiungere cifre considerevoli. Si parla di 5,6 miliardi di euro.A crescere, nel contempo, sono anche gli scenari legati all’occupazione. In termini lavorativi il biogas favorirebbe la creazione di 8.000 nuovi green job. Sono dunque numerose le valutazioni e le previsioni relative allo sviluppo della filiera del biogas-biometano nel Mezzogiorno d’Italia. A tracciarle è un documento prodotto dallo  Studio Althesys, che le ha illustrate nel corso della conferenza 'Biogasdoneright and carbon soil sequestration' promossa dal Cib - Consorzio Italiano Biogas, al centro Radicepura di Giarre, in provincia di Catania.Nel nostro Paese, attualmente al terzo posto nella produzione di biogas al mondo in agricoltura, esiste un potenziale inespresso che potrebbe essere concretizzato dal nuovo sistema incentivante disciplinato dal decreto ministeriale sul biometano, biocarburante avanzato che si ottiene dal biogas, reso operativo da una delibera del Gestore dei servizi energetici dello scorso 5 agosto.Più nello specifico, sarebbe possibile agevolare investimenti al 2030 per 3,8 miliardi di euro nell’ipotesi più conservativa e di 5,6 miliardi di euro in quella più azzardata, con ricadute economiche complessive che valgono un aumento dello 0,3% del Pil del Mezzogiorno, pari a 18,4-27,4 miliardi di euro a seconda dello scenario che si evolverà.Per lo Stato ciò rappresenterebbe un aumento delle entrate fiscali di 3,3-5 miliardi. In termini occupazionali, si avrebbe la creazione di 8mila nuovi green job stabili e altamente qualificati. Dal punto di vista ambientale, infine, una importante diminuzione delle emissioni di CO2 pari a 79 milioni di tonnellate.Ad oggi, l’Italia vanta una delle normative più avanzate sul biometano e può guardare con fiducia all’obiettivo di raggiungere entro il 2022 il target del 10% di consumo di biocarburanti, di cui il 2% avanzati, quelli cioè che non sottraggono terreno all’alimentare, come ad esempio il biometano. Il biometano non può essere impiegato solo nell’autotrasporto: potrà essere immesso anche nella rete nazionale del gas dopo che l’Europa avrà legiferato sull’atteso aggiornamento del codice di rete.Il modello di un’agricoltura carbon negative, capace di emettere meno gas clima alteranti e di sequestrare il carbonio nel suolo combattendo la desertificazione dei terreni agricoli, può essere un’ottima prerogativa: un punto di partenza importante e tutto italiano. Un ulteriore vantaggio derivante dalla filiera del biogas-biometano è l’intensificazione sostenibile del suolo agrario mediante le rotazioni colturali. Questo modello prende il nome di Biogasdoneright, 'Biogas Fatto Bene'.

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