Cala il consumo di frutta e verdura, in pericolo la dieta mediterranea

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Continua a diminuire la quantità di frutta e verdura che gli italiani portano sulle loro tavole. Dal 2000 ad oggi la quantità giornaliera consumata è calata di quasi 60 grammi (da 361 a 303 grammi nel 2014, fermo restando che la razione giornaliera consigliata dagli esperti è dai 500 grammi in su), ma in consumatori non sembrano avere la percezione di quanto sta accadendo e, quindi, delle conseguenze che questa drastica diminuzione porta con sé.

Secondo i risultati del Monitor Ortofrutta 2014 di Agroter, infatti, solo il 2% degli intervistati (un campione rappresentativo composto da 2.000 persone) ha dichiarato di consumare meno frutta e verdura, mentre il 21% sostiene di averli aumentati. Gli italiani sembrano avere anche una percezione sbagliata per quanto riguarda il prezzo dell’ortofrutta, dato che il sondaggio riporta di un 64% degli intervistati che ritiene che siano aumentati, mentre nel corso del 2014 hanno subito un sensibile calo.

Il sondaggio sembra indicare che i consumatori italiani necessitano di una maggiore informazione per quanto riguarda l’acquisto e il consumo di frutta e verdura, e non solo perché fanno bene.

Indubbi i benefici per la salute: secondo Agroter, infatti, senza questa diminuzione del consumo di frutta e verdura la sanità avrebbe risparmiato 3,4 miliardi di euro e si sarebbero potute prevenire 52 mila morti per malattie cardiovascolari. Tornare ad un consumo idoneo, ovvero portando in tavola almeno 200 grammi di frutta e verdura in più al giorno, si potrebbero risparmiare circa 1,5 miliardi di euro all’anno e, soprattutto, migliaia di vite.

Ma invertire questo trend è necessario anche al fine di salvaguardare la dieta mediterranea: secondo le stime di Agroter, tra meno di dieci anni il consumo di frutta e verdura potrebbe scendere sotto ai 277 grammi, facendo sparire la dieta mediterranea dalla tradizione gastronomica italiana.

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