Calano le superfici per la coltivazione dei pomodori da industria

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È tempo di previsioni per quanto riguarda la campagna del pomodoro da industria nell’area settentrionale italiana. La programmazione contemplata all’interno del contratto quadro per l’annata in corso dovrebbe essere sostanzialmente rispettata.A fare il punto della situazione, come di consueto, è l’Organizzazione Interprofessionale Pomodoro Nord Italia. L’OI si è espressa a riguardo quando mancano ormai pochi giorni all’avvio della campagna 2015. Le prime raccolte hanno già avuto inizio e si è verificato un anticipo delle tempistiche in confronto al passato per quanto concerne il conferimento dei prodotti agli stabilimenti di trasformazione. Merito, senz’altro, della bella stagione.Il commento dell’OI è dunque positivo. Gli addetti ai lavori sono pienamente in linea con quelli che sono gli obiettivi di programmazione previsti dalla contrattazione. Dall’elaborazione dei dati inerenti alle aree interessate, provenienti dalle Organizzazioni di produttori di pomodoro, si evince tuttavia una nota dolente: per il 2015 le superfici adibite a coltivazione dei pomodori da industria hanno fatto registrare una riduzione in confronto a quelle inserite nel contratto originariamente da Oi e Op. La riduzione si aggira intorno al 4%.Nello specifico, le superfici a disposizione della coltivazione del pomodoro da industria per mano degli agricoltori delle Op e delle cooperative consorziate con l’Organizzazione Interprofessionale coprono 38.948 ettari di terreno. Il dato evidenzia una coerenza con le richieste pervenute dalle industrie di trasformazione al momento della firma dei contratti. La produzione attesa è, dunque, perfettamente in linea con la domanda.Se si osserva il dato delle superfici effettive nelle sua totalità, ne viene fuori che l’Emilia Romagna è ancora una volta al primo posto nella produzione di pomodoro con il 67,6% delle superfici del Nord Italia: la concentrazione maggiore si ha nelle province di Piacenza, Ferrara e Parma. Al secondo posto di questa speciale classifica c’è la Lombardia, la cui produzione si attesta al 20,9%. Sul gradino più basso del podio il Veneto (6,6%), seguito a ruota dal Piemonte (4,9%).La produzione biologica, la quale si concentra principalmente nelle province di Ferrara e Ravenna, rappresenta il 3,4% della produzione complessiva. Il restante 96,6% delle superfici è coltivato seguendo il metodo della produzione integrata.Come accennato, l’Organizzazione Interprofessionale Pomodoro Nord Italia ha dichiarato che raccolta e conferimento del pomodoro agli stabilimenti di trasformazione hanno preso il via con un buon anticipo in confronto agli anni precedenti grazie alle ottime condizioni climatiche. Una buona notizia. Ciò non toglie che vi siano delle difficoltà relative alle temperature alquanto elevate. Esse provocano stress alle piante e sovente impediscono una maturazione omogenea delle bacche. Si guarda, con timore, anche alla disponibilità idrica che potrebbe diminuire settimana dopo settimana.  Il calo è stato tuttavia messo in preventivo.

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