Freddo in arrivo: quali conseguenze sull’agricoltura?

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L’illusione di poter sfoggiare ancora le t-shirt estive durante il mese di ottobre è stata infranta dalle ultime previsioni metereologiche. Freddo e gelo sono infatti in arrivo a partire dalla metà del mese di ottobre, un evento che, prima o dopo, avrebbe fatto il suo giustificabile arrivo.

Ma che impatto hanno questi cambiamenti climatici nell’agricoltura del nostro Paese? Sicuramente un allungamento dei giorni troppo caldi registrati nel periodo autunnale non ha fatto che aumentare le difficoltà nella semina e nella gestione di tutte le attività di stagione, un rischio comunque di poca entità se paragonato ai probabili eventi estremi che potrebbero scaternarsi nei prossimi mesi.

Con l’aumento degli sbalzi di temperatura, le coltivazioni non passano certo stagioni serene. Basti solo pensare che, un fenomeno importante e altamente pericoloso la grandine, obbliga ogni anno a dover rinunciare alla vendita di grosse quantità di prodotti, una grave perdita spesso coperta in parte dalle assicurazioni che non risolvono comunque il fabbisogno della comunità appartenente al luogo in cui si è verificato il fenomeno. Per non parlare poi dell’aumento di periodi afosi anche fuori stagione: un allungamento dei periodi segnati da siccità e aridità obbligano a dover ridurre le disponibilità idriche dei mesi più estivi, i periodi sicuramente più caldi e per questo bisognosi di cure e attenzioni.

Ma se i cambiamenti climatici mettono in pericolo l’agricoltura, è proprio quest’ultima ad aver causato, in parte, un aumento delle variazioni climatiche. Tra ambiente e attività agricola si stringe così un insidioso rapporto di causa ed effetto dovuto alla produzione di gas serra molto pericolosi per il nostro ambiente, tra cui anche il protossido d’azoto e metano.

Come risolvere questo paradosso ambientale? Tra le soluzioni più semplici ed efficaci si conta indubbiamente la politica della riorganizzazione delle produzioni agricole e della limitazione nell’uso di fertilizzanti non organici che, oltre ad aumentare i livelli di metano nella produzione, riducono anche i nutrienti presenti in tutti i terreni contaminando le acque sotterranee e gli organismi viventi ad esse legate.

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