Cambiamenti climatici: come salvare l’agricoltura?

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I cambiamenti climatici stanno incidendo tantissimo sulla qualità dei raccolti: primavere anticipate ed estati troppo piovose hanno danneggiato i coltivatori di tutta Europa e, fuori dai confini Ue, i danni sono stati ancora più ingenti, in particolare modo nell’area sud del pianeta dove incombe il pericolo siccità. I paesi appartenenti alla cosiddetta fascia tropicale, proprio per l’aumento delle siccità, in un futuro non troppo lontano, potrebbero arrivare a perdere fino a un terzo dei raccolti. La notizia positiva è che la tecnica e la scienza sono al lavoro per arginare gli effetti negativi dei cambiamenti climatici. Riccardo Valentini, professore ordinario di scienze forestali all’Università della Tuscia (Viterbo) e membro dell’Ipcc (Intergovernmental Panel on Climate Change), si è adoperato per individuare quali potrebbero essere i campi nei quali intervenire per arginare il pericolo. Di questo si è molto parlato in sede appropriata anche lo scorso 5 giugno, in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente.

Come arginare dunque i cambiamenti climatici e salvaguardare l'agricoltura? Tanti possono essere le strade da percorrere e che dovrebbero tutte condurre a un solo traguardo: rispetto dell'ambiente e meno sprechi. Per esempio, si potrebbero spingere i consumatori a un consumo di carne più sostenibile e gli agricoltori a diminuire il loro impatto ambientale. Come spiegato dallo stesso Riccardo Valentini, si potrebbero aiutare i Paesi tropicali ad aumentare la resa dei terreni, per evitare ulteriore deforestazione, pericolo quanto mai concreto in quelle zone. I sistemi di irrigazione a goccia Netafim sono degli alleati degli agricoltori e dell’ambiente perché non solo aiutano ad aumentare le produzioni e la qualità del raccolto ma consentono un notevole risparmio di risorse idriche. La comunità mondiale dovrà infine destinare risorse agli agricoltori, per incentivarli a diventare non solo produttori di cibo, ma anche guardiani del suolo.

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