Cambiamenti climatici

|
Il clima sta cambiando e anche molto rapidamente. I fenomeni metereologici estremi che sono stati registrati anche durante l’estate 2014 mettono in evidenza la velocità del global warming, il riscaldamento globale, e ci mettono di fronte a delle evidenti problematiche che riguardano molto da vicino la nostra alimentazione.Sono passati i tempi in cui il riscaldamento globale era un fenomeno che riguardava solo i paesi più caldi o le calotte artiche: il 2014, secondo il rapporto del Gruppo di esperti sul clima dell'Onu, si appresta a diventare l’anno più caldo dal 1880, l’anno di inizio delle rilevazioni. Lemedia delle temperature registrate da gennaio a settembre è stata la più alta da almeno 135 anni 0,68 gradi più alti della media del XX secolo), a pari merito con il 1998, e manca davvero poco perché quest’anno raggiunga i livelli del 2010, l’anno più caldo della storia a livello globale, con un trend di crescita delle temperature che si fa sempre più veloce.Sono tanti i settori influenzati dai cambiamenti climatici, ma l’agricoltura è forse quello che ne risente maggiormente. La produzione agricola dipende essenzialmente da due fattori: temperature e precipitazioni, ed è quindi evidente che un cambiamento come quello che si sta verificando in questi ultimi anni può avere delle enormi conseguenze sul settore nel suo complesso, non solo rendendo difficile la vita delle aziende agricole, ma mettendo a rischio anche la nostra sopravvivenza.Gli eventi estremi a cui assistiamo sempre più di frequente sono la manifestazione esplicita di questi sfasamenti climatici che stanno però agendo anche in modo più sottile cambiando progressivamente l’aspetto del paesaggio agricolo italiano e le caratteristiche dei suoi prodotti, in particolar modo quelli tipici del made in Italy, la cui caratterizzazione dipende in larga misura proprio dalle caratteristiche specifiche dell'ambiente geografico in cui sono prodotti.Il cambiamento delle condizioni ambientali tradizionali sta spostando verso nord alcune coltivazioni tipiche della zona meridionale dell’Italia come l’olio, che ormai si coltiva fino alle Alpi, così come il pomodoro da conserva e il grano duro per la pasta che sono diventate coltivazioni particolarmente frequenti nella Pianura Padana pur essendo tipicamente mediterranee.Ma il riscaldamento non incide solo sulle coltivazioni. Le temperature più alte influiscono anche sulla stagionatura dei salumi, sull’affinamento dei formaggi e anche sull’invecchiamento dei vini, che, come ha mostrato una recente indagine della coldiretti, ha già aumentato di un grado la sua gradazione negli ultimi trent’anni.

ISCRIVITI ALLA NOSTRA RIVISTA

Conferisco il consenso al trattamento dei dati personali