Cento premi Nobel in favore degli OGM

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Cento premi Nobel scrivono ai governi in favore degli OGM e contro GreenPeace che da anni si batte per sottolineare la pericolosità di mangiare alimenti geneticamente modificati. Tanti coloro che, invece, scendono in campo per affermare il contrario: gli OGM non sono nocivi per la salute, tutt'altro. Grazie alle varianti apportate in corsa, alcuni tipi di alimenti sarebbero invece in grado di migliorare lo stato di salute delle persone intervenendo in caso di carenze specifiche.

A tenere banco, in tutta questa diatriba, è soprattutto la questione relativa al golden rice, i cui dettagli sono stati pubblicati per la prima volta nel 2000 da Science. Si tratta di un riso geneticamente modificato che introduce la via di biosintesi del precursore beta-carotene della provitamina A nelle parti commestibili dell'alimento. Un riso che Greenpeace ha messo sotto accusa e che, invece, alcuni premi Nobel difendono a spada tratta perché in grado di combattere la malnutrizione in alcune aree del mondo. Il golden rice, infatti, fin dall'inizio è stato distribuito gratuitamente agli agricoltori poveri in modo da produrre cibo con maggiore apporto di vitamina A, la cui carenza colpisce 250 milioni di persone in tutto il mondo, tra cui il 40% dei bambini sotto i cinque anni nei paesi in via di sviluppo, provocando seri disturbi di salute e difficoltà nel processo di sviluppo.

E così, dopo anni di battaglie portate avanti contro gli OGM, più di un terzo dei premi Nobel scientifici ancora in vita ha deciso di firmare Support precision agriculture per ribadire che gli organismi geneticamente modificati non sono nocivi come invece si vuole credere e che la campagna mossa da Greenpeace non sia basata su fatti concreti, ma solo su emozioni e dogmi che non trovano di fatto applicazione nella realtà delle cose.

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