Cereali, dati positivi per i mercati

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A tre mesi dall’inizio della raccolta, i dati rilasciati dai dipartimenti dell’agricoltura e dalle agenzie del settore sembrano essere piuttosto positivi, garantendo un andamento equilibrato dei mercati, nonostante le difficoltà che hanno dovuto affrontare i coltivatori dovute, da un lato, alle avverse condizioni climatiche, e, dall’altro, alle tensioni politiche nate tra Ucraina e Russia, entrambi attori di primaria importanza per il mercato dei cereali internazionale.

Il mercato americano

Negli Stati Uniti i coltivatori hanno dovuto combattere contro la particolare siccità di questi ultimi periodi che ha reso le coltivazioni di frumento invernale più vulnerabili all’attacco dei parassiti. Nonostante questo, i dati pubblicato dal Dipartimento dell’agricoltura degli Stati Uniti (Usda), nella maggior parte dei casi la qualità del raccolto si è rivelata comunque “buona” o “eccellente” e, anche sul fronte del volume del raccolto, non dovrebbero esserci particolati problemi per quanto riguarda gli impegni sottoscritti per le esportazioni.

Stimata in aumento, inoltre, la produzione di grano invernale che per il 2014/2015 è stata portata a 1.616 miliardi di bushel, con un incremento di 82 milioni di bushel rispetto allo scorso anno.

Si prospetta una buona raccolta anche per il mais grazie all’aumento delle stime per la produzione brasiliana, che arriverà a circa 68,0 milioni di tonnellate, e a quella argentina, stimata in aumento a 23.0 milioni di tonnellate. Secondo la Fao in tutto il mondo sono aumentate le coltivazioni di mais, il che porta la produzione totale alla cifra record di 1.010 milioni di tonnellate.

Il mercato europeo

Sia in Russia che in Ucraina, i due paesi al momento sotto i riflettori per le loro tensioni, i coltivatori di cereali si sono dovuti confrontare con delle condizioni climatiche avverse: in Russia le gelate di inizio marzo hanno colpito i raccolti nel pieno della fase di crescita vegetativa, mettendone a repentaglio lo sviluppo, mentre in Ucraina le preoccupazioni sono derivate dalle scarse precipitazioni.

L’allarme sembra comunque rientrato e il granaio d’Europa, così viene definita questa zona particolarmente fertile, dovrebbe riuscire a rientrare nelle stime sui raccolti delle colture invernali.

In Europa centrale le giornate miti e temperate delle ultime settimane stanno risolvendo i problemi legati alla troppa umidità dei mesi passati, garantendo condizioni favorevoli sia per i raccolti dei cereali invernali che per la semina di cereali primaverili.

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