Clima, il Parlamento Ue ratifica l’accordo di Parigi

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L'accordo di Parigi sulla lotta ai cambiamenti climatici entrerà in vigore il mese prossimo con anticipo, dunque, rispetto alle previsioni. Così ha deciso l'assemblea di Strasburgo che si è riunita in seduta plenaria. Presenti il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon, il presidente della Commissione europea Claude Juncker, il ministro dell'Ambiente francese e il presidente della Cop21 Ségolène Royal e il segretario di stato slovacco Ivan Korcok.

 

E così, con 610 voti a favore, 38 contrari e 31 astensioni, l'accordo di Parigi sulla lotta ai cambiamenti climatici diventerà operativo. Il presidente del parlamento europeo Martin Schultz si è detto particolarmente soddisfatto per il risultato ottenuto, a maggior ragione se si considera che nemmeno un anno è trascorso dalla Conferenza organizzata nella Capitale francese lo scorso dicembre. E il paragone con il protocollo di Kyoto è inevitabile: "Per quello ci sono voluti ben otto anni", afferma Martin Schultz, sottolineando invece la soddisfazione per essere riusciti a fare decisamente meglio in questo caso visto che sono passati davvero pochi mesi.

 

Tempi decisamente più stretti per rendere effettivo l'accordo di Parigi, considerato come essenziale per affrontare quanto prima il problema dei cambiamenti climatici e gli effetti negativi che comportano. Una questione che preme a tutti e che deve necessariamente essere affrontata prima possibile perché destinata a peggiorare se sottovalutata. Un segnale forte, con l'Unione Europea in prima linea e pronta a depositare gli strumenti di ratifica nella sede delle Nazioni Unite a New York così come hanno fatto precedentemente altri sette stati membri che hanno già completato il processo nazionale di ratifica. L'obiettivo è quello di promuovere politiche mirate a sostenere le energie rinnovabili e sostituire i combustibili fossili oltre che "spingere" l’efficienza energetica, l’economia circolare e la mobilità sostenibile.

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