Cresce in Sicilia la coltivazione fuori suolo, grazie alla Nutrigation

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Nell’ultimo anno e mezzo le coltivazioni fuori suolo di ortaggi nelle zone meridionali ed orientali della Sicilia hanno fatto registrare una crescita molto rapida. Fino al 2011 erano solo 100-150 gli ettari di terreno adibiti alle suddette coltivazioni. Oggi le stime parlano di un aumento del 50%. In altri termini nella zona indicata ci sono ben 250 ettari in più.

Tale crescita è dovuta principalmente a tre fattori: il primo riguarda disponibilità limitata dell’1,3 D come nematocida. Molte imprese agricole passano al fuori suolo per scongiurare la sterilizzazione del terreno. Il secondo fattore riguarda la diffusione della fibra di cocco, inteso come substrato di coltivazione. Fino a cinque anni fa i substrati utilizzati erano la perlite e la lana di roccia. Oggi la fibra di cocco consente di gestire in maniera più semplice la coltivazione, tamponando eventuali errori in sede di irrigazione e nutrigation. Errori che, come noi di Netafim sosteniamo da tempo, sono assai rari.

Inoltre, il fuori suolo si è letteralmente staccato dalla tecnologia delle serre. Adottando sistemi di nutrigation efficaci e semplici, predisponendo la fibra di cocco, si è arrivati a coltivare fuori solo anche quando la propria azienda agricola è ancora ancorata a sistemi tradizionali, strutture semplici e spazi privi di riscaldamento. Il 90% delle coltivazioni di ortaggi in Sicilia fuori solo è costituita da pomodori, fragole (soprattutto nell’area di Marsala), melanzana, cetriolo e peperone. Ciliegino, datterino, piccadilly e grappolo sono le coltivazioni di pomodoro più utilizzate fuori suolo. Scarse quelle di pomodoro verde e cuore di bue. Nell’ambito del pomodoro le tipologie più coltivate fuori suolo sono il ciliegino, il datterino, la tipologia Piccadilly ed il grappolo. Meno diffuse le coltivazioni di cuore di bue e pomodoro verde.

Due sono i fattori principali che fungono da ausilio per la coltivazione fuori suolo.

In primo luogo è necessario scegliere bene il substrato. La fibra di cocco è il substrato più adatto per la terra siciliana. Al suo interno è possibile scegliere una vasta gamma di marchi e tipologie. Scelta e volume del substrato non sono utili se non si pensa anche al posizionamento del substrato. Occorre livellare correttamente la serra, ponendo su dei supporti in polistirolo i filari dei sacchi, che andranno isolati con una striscia di plastica.

I risultati: le coltivazioni fuori suolo non fanno registrare particolari patologie rispetto a quelle su suolo.

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