Un convegno per lo sviluppo della coltura del castagno in collina

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Si terrà il prossimo venerdì 26 ottobre, presso il Cinema Senio di Casola Valsenio di Ravenna, il convegno "Sviluppo della coltura del castagno nelle aree collinari" organizzato dal Crpv. L’inizio del meeting è previsto per le 20,30.

Il castagno è una specie tipica del Mediterraneo, che in Italia occupa zone tra i 300 e i 1.200 metri sul livello del mare. Longevo, il castagno preferisce i terreni acidi, e trova nell’Appennino dell’Emilia-Romagna le condizioni pedoclimatiche migliori per il  suo più soddisfacente sviluppo.

Un po’ di storia: già dalla fine della seconda guerra mondiale il patrimonio castanicolo italiano è stato lo sfortunato oggetto di una graduale riduzione di superficie, alla quale ha indubbiamente contribuito il progressivo spopolamento della montagna e delle aree dell’alta collina.

Al fine di  mettere fine a questo fenomeno gli enti locali hanno organizzato incontri di approfondimento concernenti i principali aspetti tecnici ed economici, con l’obiettivo di recuperare e mantenere più che mai i vecchi castagneti. Inoltre si è proceduto all’eliminazione con il sovrainnesto delle varietà di scarso pregio, alla costituzione di nuovi impianti industriali, all’introduzione di macchine per la raccolta, alla battaglia contro le principali malattie crittogamiche, all’utilizzo di apposite celle frigorifere per il prolungamento della campagna di commercializzazione, nonché all’introduzione di tecniche colturali che meglio potessero rispondere ad un’efficace valorizzazione e conservazione dell’ambiente.

C’è da dire che tutto questo è attualmente messo in serio pericolo dalla presenza di un parassita. Stiamo parlando del Dryocosmus kuriphilus. Si tratta di una piccola vespa proveniente dalla Cina, capace di attaccare foglie e germogli e di compromettere seriamente lo sviluppo delle piante, riducendone di gran lunga la fruttificazione.

L'incontro sullo sviluppo della coltura del castagno nelle aree collinari intende concentrare tutta l’attenzione tanto sui temi della difesa, in particolar modo alla lotta biologica, quanto sui possibili scenari futuri per quanto concerne la commercializzazione e l’individuazione di nuovi mercati. Il castagno, dunque, è una specie da proteggere e salvaguardare in Italia.

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