Irrigazione del pero: cose c’è da sapere

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Il pero (Pyrus communis L.), appartiene alla famiglia delle Rosaceae, sottofamiglia delle Pomoideae. Questa coltura vive bene nei climi temperati e nel nostro paese è sviluppata in tutte le regioni con preferenza delle varietà più precoci nelle zone più calde. L’Emilia Romagna è la regione italiana di riferimento e da sola copre il 60% della produzione nazionale, a seguire il Veneto con il 15%, la Sicilia e il Piemonte.

Questo albero da frutto non ha particolari esigenze di terreno, si riscontra però una risposta molto positiva all’irrigazione se effettuata in quantità bilanciate e in corrispondenza di precise fasi fenologiche. E’ importante sottolineare che questa coltura teme la siccità e i terreni poco drenanti dove sono possibili ristagni d'acqua. Il pero si adatta a diversi tipi di allevamento, i più utilizzati negli ultimi anni sono quelli con un unico asse centrale ad ingombro ridotto: palmetta libera, fusetto, forma a Y, cordone verticale e ipsilon trasversale. Quest'ultima disposizione agevola la messa a frutto precoce della pianta permettendo l’intensificazione degli impianti, riducendo il periodo improduttivo e velocizzando le operazioni colturali. La scelta del sesto d’ impianto dipende da alcune varianti fondamentali: sviluppo dell’albero, forma di allevamento prescelta, fertilità del terreno, tecniche colturali adottate, esposizione alla luce solare e sviluppo della meccanizzazione aziendale. Utilizzando il cordone verticale e la forma a V si possono raggiungere densità di circa 4.000-5.000 piante/ha.

L’intensificazione colturale, con il conseguente incremento della competizione radicale per acqua e nutrienti, ha evidenziato l’effetto positivo dell’irrigazione e della fertirrigazione. L'irrigazione nel pero è fondamentale ma, bisogna evitare le elevate disponibilità idriche durante l'intensa crescita vegetativa e in post-raccolta. E’ importante prestare attenzione alla carenza idrica sia durante la pre fioritura che durante la post fioritura poiché sono queste le due fasi fenologiche a cui normalmente segue lo stress idrico per la pianta. Prolungati stress idrici possono procurare dei danni fisiologici che andranno ad inficiare la resa e la qualità dl raccolto. I sistemi irrigui maggiormente utilizzati per l'irriazione del pero per sono la microirrigazione a goccia e la microaspersione. Netafim, con quarant’anni di esperienza in campo anche in questo ambito, ha dimostrato che una gestione corretta dell'irrigazione porta ad un’efficienza dell’utilizzo della risorsa idrica prossima al 100% con un impatto positivo sull’ambiente. Su questa coltura Netafim consiglia l’utilizzo dell’ala gocciolante Uniram che è stata progettata sia per gli alberi da frutto che per le colture seminative. L’Uniram è un’ala autocompensante, ossia dotata di un sistema di compensazione della pressione che consente di mantenere la stessa portata per ogni gocciolatore. Questo sistema garantisce una distribuzione uniforme dell’acqua lungo tutto il filare con una pressione variabile tra 0,5 e 4 bar. La distanza tra i gocciolatori e la portata del gocciolatore verranno scelti in funzione delle caratteristiche del terreno e del sesto d’impianto tenendo conto delle esigenze specifiche dell’azienda agricola. Il risultato è quello d'un altissima uniformità di distribuzione dell’acqua che, nel caso di fertirrigazione, significa anche uniformità di nutrienti, forniti in maniera omogenea ed alla concentrazione ottimale che si traducono in una produzione ottimale per la coltura del pero e delle altre pomacee con maggiore uniformità di rese e minori costi di acqua e fertilizzante.

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