Congresso IFAD, serve più agricoltura per sfamare il mondo

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Al congresso dell’IFAD, il Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo, svoltosi nei giorni scorsi a Roma, l’intervento del Premier Mario Monti ha riscosso numerosi consensi tra le associazioni agricole.

Monti, ne parlavamo qualche giorno fa, ha sottolineato la necessità di migliorare l’accesso all’acqua degli agricoltori e di investire nel settore primario per vincere la sfida di una produzione alimentare sempre maggiore, necessaria a sfamare una popolazione globale in vertiginosa crescita. Due i punti principali emersi nel corso del 35° Consiglio dei Governatori: la gravità della crisi alimentare ed energetica in atto in Europa e la necessità di investire maggiormente nel rilancio dell’agricoltura italiana ed europea.

Mario Guidi, presidente di Confagricoltura, ha commentato le dichiarazioni di Monti sottolineando che da tempo le associazioni agricole chiedono alle istituzioni di intervenire sui punti più critici che ostacolano lo sviluppo rurale in Italia: la volatilità dei prezzi e la scarsa produttività. Negli ultimi anni all’agricoltura sono state infatti destinate risorse esigue, eppure gli investimenti sono a dir poco necessari per sostenere il mercato alimentare. Pensate che dal 1970 ad oggi i finanziamenti globali per la ricerca agricola sono rimasti invariati a 40 miliardi di dollari all’anno. Anche se non ci sono stati tagli negli investimenti, bisogna tenere conto di un dato affatto trascurabile: la popolazione mondiale nel frattempo è raddoppiata. Oggi siamo sette miliardi di persone e nel 2050 saremo 9 miliardi. Anche la domanda di cibo negli ultimi due decenni è aumentata, ad un tasso 15 volte più veloce della superficie disponibile di terre coltivabili.

Occorre dunque aumentare almeno del 70% la produzione agricola da qui al 2040. Un incremento delle rese dei terreni che non può prescindere da ricerca, sostenibilità ed innovazione. Anche la CIA, la Confederazione Italiana Agricoltori, ha accolto favorevolmente le parole di Monti. In una nota l’associazione agricola concorda infatti con le dichiarazioni del Premier:

Dice bene Monti: un mondo affamato è un mondo ingiusto e anche instabile. Per questo motivo bisogna fare in modo che la sicurezza alimentare diventi davvero una priorità politica per tutti i Paesi. Se si somma l’eccessiva volatilità dei prezzi delle commodity agli effetti dell’incremento demografico, all’aumento della domanda di cibo nei Paesi emergenti e ai disastri provocati dai cambiamenti climatici, il rischio di non riuscire a garantire l’approvvigionamento alimentare globale diventa reale, soprattutto in vista del 2050, quando la popolazione sarà di 9 miliardi di persone.

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