Il consumo mondiale di acqua potabile alza il livello del mare

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Da una ricerca condotta dall’Università di Tokyo, pubblicata su Nature Geoscience, si evince che il consumo mondiale di acqua potabile alza in maniera preoccupante il livello del mare. Un’ulteriore ricerca mostra che la nostra inesauribile sete di acqua potabile condiziona i livelli del mare ancora più velocemente dello scioglimento del ghiacciai. Si tratta di uno studio che valuta, in maniera omnicomprensiva, i diversi modi in cui la gente utilizza l’acqua, analizza l’impatto significativo del crescente bisogno della popolazione mondiale di acqua sul rialzo dei livelli del mare.

In ogni parte del mondo trilioni di tonnellate di acqua sono pompati da profonde riserve sotterranee, incanalati nei campi e mandati nelle case per nutrire e dare acqua alle comunità. L’acqua successivamente rifluisce negli oceani, ma molto più rapidamente rispetto alle antiche falde acquifere che venivano alimentate dalle piogge. La marea globale salirebbe ancora più rapidamente, ma le riserve costruite dagli uomini hanno, fino ad ora, trattenuto il flusso depositando enormi quantità di acqua sulla terra ferma. Per capire meglio il fenomeno ci affidiamo alle parole del Prof. Robert Nicholls, Università di Southampton:

L’acqua presa dai pozzi profondi è geologicamente vecchia – non c’è ricambio, quindi viene trasferita nell’ oceano. La preoccupazione maggiore, a lungo termine, sarebbe gli effetti dei cambiamenti climatici, ma questa ricerca evidenzia che anche se riuscissimo a stabilire il clima, avremmo comunque un innalzamento del livello del mare a causa di come usiamo l’acqua. Il livello del mare salirebbe di 10 metri o di più se tutta l’acqua delle riserve sotterranee del mondo dovesse venire pompata fuori, sebbene, ha detto, rimuovere ogni goccia sia improbabile visto che alcune falde acquifere contengono acqua salata. Entro il 2100 si prevede che l’aumento del livello del mare sarà di 30-100 cm, mettendo al rischio molte coste e aumentando il numero di onde che sommergerebbero le città.

La nuova ricerca è stata condotta invece da Yadu Pokhrel, dell’Università di Tokyo, è pubblicata sempre su Nature Geoscience. Ecco le parole di Pokhrel a tal proposito:

Il nostro studio si basa su un modello iper-moderno, che abbiamo ampiamente provato nei nostri precedenti lavori. Lo studio indica che le acque sotterranee sono i maggiori contribuenti del rialzo del livello del mare. I risultati degli studiosi forniscono anche risposte al problema che gli scienziati hanno identificato tra il rialzo del livello del mare e il contributo calcolato dallo scioglimento del ghiaccio. I ricercatori hanno concluso che ogni anno dal 1961 l’estrazione dell’acqua da profondi pozzi ha causato il rialzo del mare di un millimetro. Lo stoccaggio dell’acqua potabile in riserve ne è la causa per circa il 40%, ma gli scienziati avvertono che questo effetto sta diminuendo.

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