Consumo di suolo, l’Ispra lancia l’allarme: costerà 800 milioni all’anno

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Consumo di suolo sempre più caro: a lanciare l'allarme è l'Ispra (Istituto di Protezione Ambientale) che nel rapporto 2016 parla di 250 km quadrati di territorio italiano letteralmente mangiati in 2 anni. Numeri che portano nuovamente alla ribalta il problema legato alla cementificazione dei territori che è tutt'altro che risolto.

 

Va detto che il consumo di territorio in Italia sta rallentando rispetto al passato. Il dato potrebbe essere di per sé confortante se non fosse che, nonostante il rallentamento, la cementificazione del territorio continua ad aumentare e a risentirne è lo spazio dedicato al suolo che cala vertiginosamente di anno in anno.

 

Uno spazio sempre più piccolo e destinato a diminuire ancora nei prossimi decenni se non si interviene in maniera capillare con manovre adeguate ed efficienti. La colpa, secondo l’Ispra, sta nel perdurare della crisi economica che non ha favorito politiche adeguate di pianificazione e tutela del territorio. A causa di ciò, ogni giorno, vengono mangiati 35 ettari di terra, una quantità grandissima che costerà all'Italia 800 milioni di euro. Urge dunque un tempestivo intervento per invertire un trend dannoso.

 

L'Ispra afferma che è assolutamente fondamentale assicurare un reale contenimento del consumo di suolo, soprattutto nelle aree che sono considerate a rischio idrogeologico o sismico, dando ai Comuni indicazioni chiare e strumenti utili per muoversi nella giusta direzione. L'obiettivo finale, sottolinea l'Istituto di Protezione Ambientale, non deve essere quello di bloccare il settore edilizio ma quello di promuovere un’edilizia di qualità, sostenibile nell'uso delle risorse ambientali. Un appello che è già stato accolto dalla Camera dove, lo scorso maggio, è stato approvato alla Camera il ddl contro il consumo di suolo. Il provvedimento adesso è però fermo al Senato, in attesa di ulteriori eventuali sviluppi.

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