Stato/Regioni: “Approviamo i decreti sul rinnovabile previo modifiche”

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Rinnovabile: la Conferenza unificata Stato Regioni dà l’ok ai decreti sulle rinnovabili, ma devono essere apportate le giuste modifiche richieste durante il confronto dai membri. A seguito della notizia del nuovo “No” circolata nel pomeriggio del 6 giugno, a fine giornata i due testi concernenti i nuovi sistemi incentivante hanno ricevuto parere positivo, seppur vincolato alle modifiche che dovranno essere incorporate all’interno dei decreti.

In particolare, le modifiche da apportare riguarderanno l’accesso diretto alle tariffe incentivanti per gli impianti realizzati durante la bonifica delle coperture in eternit fino a 1000 kW, per gli interventi che combinano la produzione di energia al risparmio energetico e per gli impianti realizzati da enti pubblici fino a 30 kW. Verrà previsto inoltre un periodo di transitorietà tra il quarto e il Quinto conto energia, per salvaguardare gli investimenti già effettuati da Comuni e enti pubblici, con priorità alle aree soggette a grave crisi industriale o degradate dal punto di vista ambientale. Per le altre rinnovabili, viene riconfermato il sistema di priorità per gli interventi pubblici, soprattutto per la cogenerazione, oltre alla proposta di istituire un periodo transitorio come per il fotovoltaico. E, come spesso succede in queste situazioni, le prime dichiarazioni di apprezzamento per il risultato, sono arrivate subito: se il ministero dello Sviluppo economico ha espresso la “propria soddisfazione per l'esito della Conferenza unificata”, il senatore Francesco Ferrante, responsabile per il Pd delle politiche relative ai cambiamenti climatici e all’energia si augura che:

il Governo mantenga i patti con le regioni e gli Enti locali, e che questo pasticcio non ostacoli troppo lo sviluppo futuro del settore delle rinnovabili. Il Governo in queste settimane ha mostrato un approccio molto rigido, dunque auguriamoci che le regioni non abbiano commesso un errore a fidarsi di un ravvedimento. Il legno storto è difficile da raddrizzare, e i decreti del Governo sono nati male, avendo individuato in due strumenti sconosciuti in Europa, i registri e le aste, i mezzi per controllare la quantità totale di incentivi. Anomalia che d’altronde è stata più volte sottolineata dal Parlamento e ancora recentemente dalla Ue.

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