Modificata la legge, il digestato diventa un sotto prodotto

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Se utilizzato a scopo agronomico, il digestato è da considerare un sottoprodotto e non più un rifiuto. È quanto si evince dalle modifiche apparse sull’ultima edizione della Gazzetta ufficiale, le cui disposizioni prevedono che il digestato destinato a fini agronomici, dove la legge lo consente, possa essere ritenuto come sottoprodotto e non come rifiuto.

La legge di conversione è datata 7 agosto 2012 (n. 134 del decreto legge 22 giugno 2012 n.83, al comma 2-bis dell'articolo 532). Ecco cosa contempla:

Ai sensi dell'articolo 184-bis del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, è considerato sottoprodotto il digestato ottenuto in impianti aziendali o interaziendali dalla digestione anaerobica, eventualmente associata anche ad altri trattamenti di tipo fisico-meccanico, di effluenti di allevamento o residui di origine vegetale o residui delle trasformazioni o delle valorizzazioni delle produzioni vegetali effettuate dall'agro-industria, conferiti come sottoprodotti, anche se miscelati fra loro, e utilizzato ai fini agronomici. Con decreto del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, di concerto con il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, sono definite le caratteristiche e le modalità di impiego del digestato equiparabile, per quanto attiene agli effetti fertilizzanti e all'efficienza di uso, ai concimi di origine chimica, nonché le modalità di classificazione delle operazioni di disidratazione, sedimentazione, chiarificazione, centrifugazione ed essiccatura.

Analizzando l’enunciato appena proposto, possiamo dunque ritenere a tutti gli effetti il digestato come un sottoprodotto, a patto che sia ottenuto dalla digestione anaerobica, da effluenti di allevamento, o da residui di natura vegetale, da residui delle trasformazioni, o delle produzioni vegetali effettuate dall’agroindustria, passati per sottoprodotti, anche se mescolati tra di loro ed destinati a scopi agrononomici.

Come si verifica la destinazione (intesa come fine) agronomica del digestato? Il codice ambientale ha stabilito dei vincoli: essi sono la legalità dell’utilizzo e l’assenza di trattamenti preliminari diversi dalla normale pratica industriale). 
La norma è in definitiva l’aiuto che ci voleva risolvere le numerose controversie interpretative che spesso si sono presentate per effetto della poca chiarezza delle precedenti disposizioni.

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