Diritti d’impianto del vino, gli Stati chiedono più tempo
Data: 26 giugno 2012 | Di: Redazione
Categoria: Agricoltura

Le nazioni dell’Unione Europea avranno più tempo per decidere sui diritti d’impianto del vino. Si tratta di una soluzione inaspettata fino a qualche tempo fa, dal momento che Bruxelles aveva indicato dicembre 2012 come termine massimo per la scelta del regime. Ad oggi, invece, pare che il voto di parlamento e consiglio europeo possa convergere in questa direzione. La mossa è volta a guadagnare tempo e a far slittare l’accordo oltre il primo di dicembre di quest’anno.
La data era stata proposta dal commissario europeo Dacian Ciolos, come termine ultimo per sollecitare i Paesi membri a selezionare il proprio regime. Durante il suo intervento al convegno il ruolo dei diritti di impianto per il futuro del settore vitivinicolo europeo, intanto, il presidente della commissione agricoltura del Parlamento Paolo De Castro ha rilasciato alcune importanti dichiarazioni sull’argomento. In seguito ad una dovuta precisazione sulle differenze tra l’ocm vino, appartenente all’ocm unica, e il testo sul vino, rientrante invece nel pacchetto della Riforma Pac, De Castro ha ammesso:
Sono convinto che all’Italia convenga mantenere l’ocm vino. Per quanto riguarda la liberalizzazione dei diritti d’impianto sono molto tranquillo in quanto in Parlamento abbiamo raggiunto un voto che dice che l’Unione europea è a larga maggioranza contraria. Dubito che ci sarà un ripensamento, semmai qualche modifica a seguito dei risultati del gruppo di alto livello. Il coltello è in mano a parlamento e consiglio: non abbiamo fretta e chiederemo uno slittamento dei termini. Sul possibile slittamento, invece, dell’approvazione della riforma Pac, ci tengo a precisare che l’eventuale piano B non sarà dannoso per gli agricoltori perché si entrerà in regime di proroga delle misure esistenti e si utilizzeranno le stesse regole di oggi con tempi e modalità che andranno studiati, ma senza danni per imprese agricole e per l’agricoltura in generale.”
Il meeting è stato un ottimo presupposto per la presentazione di uno studio dell’Inea che fa emergere risultati a favore della conferma dei diritti d’impianto. Tale soluzione dovrebbe portare alla definizione di un sistema rinnovato finalizzato all’eliminazione delle principali falle strutturali. Il nuovo regime trova la sua forza ne mercato dei diritti di impianto rinnovato, dotato di nuove norme e di una valutazione periodica che permetterà di modificare il volume aggregato del potenziale di produzione dell’Unione Europea.
Al fine di migliorare il mercato dei diritti di impianto vi è l’esigenza di nuove regole tecniche per lo scambio dei diritti di impianto e l’ampliamento dei confini di scambio dei diritti.
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