Dissesto idrogeologico, serve una legge subito

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La drammatica alluvione di Genova dei giorni scorsi, occorsa a meno di tre anni dalla precedente in cui persero la vita sei persone, è ‘solamente’ l’emblema del problema del consumo del suolo e del conseguente dissesto idrogeologico che in questi ultimi anni, purtroppo, si sta manifestando con sempre più frequenza e violenza.In meno di un secolo, infatti, sono state registrate oltre 5.000 alluvioni e 10.000 frane che hanno coinvolto l’intero territorio nazionale: secondo una recente indagine del Ministero dell’Ambiente sono 6.663 i comuni italiani a rischio idrogeologico, ovvero l’82% del totale, il che vuol dire che oltre 5 milioni di cittadini italiani convivono ogni giorno con il pericolo di frane e alluvioni.I danni stimati delle frane e delle alluvioni degli ultimi cento anni sono stati stimati in oltre 30mila miliardi di euro, una cifra esorbitante che comunque non riesce a quantificare il danno umano, sociale e produttivo di tali eventi.Una situazione, questa, che necessita – soprattutto, appunto, dopo l’ennesima tragedia di Genova – di essere affrontata con urgenza in sede legislativa. Ed è questo l’obiettivo della lettera che il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina e il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti hanno inviato al ministro per i rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi in merito al disegno di legge di “Contenimento del consumo del suolo e riuso del suolo edificato”, attualmente in esame alla Camera dei Deputati, al fine di velocizzare l’iter legislativo ed arrivare non più tardi della fine dell’anno ad avere risultati concreti per la sua applicazione.La legge ad oggi ancora allo studio rappresenta un passo importante per arrivare ad una legislazione organica su tutto il territorio nazionale, in collaborazione con le istituzioni regionali e locali, per la difesa del suolo dalla cementificazione selvaggia attraverso l’introduzione di limiti per il consumo del suolo, la promozione del riuso del suolo edificato, la valorizzazione del suolo non edificato anche attraverso l’attività agricola e la rigenerazione urbana.Anche Nunzia De Girolamo, ex Ministro delle Politiche Agricole che diede il via al disegno di legge, è intervenuta sull’argomento spendendo parole non certo di lode per l’azione del governo:Con questo disegno di legge introduciamo un principio fondamentale nella materia di governo del territorio che è la priorità del riuso e della rigenerazione, che consentirà il recupero di zone già edificate ma degradate. Il fango, purtroppo, ha sommerso Genova, non lasciamo almeno che il Parlamento sia sommerso di ridicolo per una lentezza che sarebbe sinonimo di complicità.

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