Dopo Expo 2015 il padiglione del vino italiano potrebbe sbarcare in Cina

|

Dopo Francia, Australia, Cile e Spagna, l’Italia è il quinto Paese esportatore di vino in Cina. I dati sono molto soddisfacenti. Nel 2014, dall’inizio dell’anno a giugno, il nostro Paese ha venduto in Cina più di 8,5 milioni di litri di vino facendo registrare una crescita pari al 6,2% in confronto allo stesso periodo di due anni fa.

Per via del calo del prezzo medio del litro che è sceso al 7,9%, purtroppo, il valore è diminuito il 2,3%, ma siamo comunque su cifre considerevoli: circa ventisei milioni di euro di export.

I segnali che arrivano dall’Oriente sono comunque molto buoni. E nel 2015 si hanno già le prime conferme stando ai dati riguardanti il primo trimestre dell’anno in corso. L’export italiano di vino ha fatto segnare infatti un progresso pari al 14,3 per cento in Cina.

In virtù dei progressi e dei dati positivi, c’è un’importante idea al vaglio. Portare il padiglione del vino “Vino – A Taste of Italy” proprio in Cina. A volerlo è Stefano Beltrame, console generale d’Italia a Shangai. Oggi, in occasione della sua visita a Expo 2015 a Milano, Beltrame ha manifestato il suo interesse. Inoltre, il console non ha nascosto il desiderio di raddoppiare durante gli anni del suo mandato, cominciato nel 2014, le esportazioni del vino italiano presso la Cina.

Beltrame ha fornito un’interessante analisi territoriale abbozzando una strategia di marketing. Secondo il Nostro, in Cina alcuni Paesi sono arrivati prima rispetto all’Italia. Ciò ha consentito loro di raggiungere una posizione di mercato inevitabilmente dominante. Si tratta, dunque, di un ritardo in termini temporali che è assolutamente colmabile dato l’enorme potenziale del nostro Paese in termini culturali e data la qualità del vino che produciamo ed esportiamo.

Per tale ragione, l’obiettivo di Beltrame è quello di fare in modo che la ricchezza del settore in Italia sia conosciuta anche all’estero e, in particolar modo, in Oriente. Un obiettivo che va perseguito quotidianamente.

Tornando a “Vino – a Tast of Italy”, secondo Beltrame un padiglione così, con l’attenzione che ha sulla Cina, con le scritte cinesi molto apprezzate, può compensare pienamente il ritardo italiano nel Paese e far capire agli amici cinesi quanto è ricco il panorama vinicolo della penisola nostrana e quanto siano buoni i nostri vini.

Conclude Beltrame: “È un’ottima cosa. C’è già chi mi ha chiesto- ha concluso- di portarlo in Cina. Su questo ci lavoreremo dopo l’Expo”.

ISCRIVITI ALLA NOSTRA RIVISTA

Conferisco il consenso al trattamento dei dati personali