Un Eco-manuale di uso e manutenzione del capitale naturale

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Arriva l’eco-manuale per l’uso e la manutenzione del capitale naturale necessario alla tutela ambientale e allo sviluppo economico reale e sostenibile.

Al suo interno contiene alcune “regole” da tenere in considerazione per ottemperare a tala scopo: dalla gestione del patrimonio forestale e boschivo (il quale contempla un terzo del territorio italiano) sulla base dei principi dell’economia verde, al riuso da preferire all’uso per contrastare il consumo di suolo urbano che si attesta sui 70 ettari al giorno. Dalla riduzione dell’impronta idrica nella produzione di beni e servizi sino alla diffusione di alberghi per facilitare la comunione di intenti tra Parchi e Popolazioni, fino ad arrivare alle attività di bonifica.

Siamo dunque in tema di servizi ambientali, ed è d’obbligo gettare uno sguardo su risorse e servizi che gli ecosistemi offrono. Il capitale naturale è stato il tema della quinta Assemblea Nazionale programmatica tenutasi a Roma di recente. L’assemblea è uno degli ultimi eventi di preparazione degli Stati Generali della Green Economy, i quali si terranno a Rimini 7 e 8 novembre 2012 nell’ambito della rassegna Ecomondo. L’Assemblea è stata un ottimo spunto per discutere alcuni temi all’ordine del giorno. Si è parlato di risorse idriche, asserendo che è necessario diminuire l’impronta e stimolare la componente grigia (altrimenti detta risorsa riciclata) rispetto alla componente blu. Tale bilancio deve essere esplicitato in una sorta di etichetta convenzionale da applicare al bene prodotto.

I servizi idrici integrati invece necessitano di una regolazione ambientale il più adeguata possibile. Si è inoltre discusso dell’attività agricola italiana che è in forte contrazione. Il 30 % dei pagamenti della Pac (Politica agricola comune) andrebbe vincolato a pratiche di greening (inverdimento).

Uno dei pensieri condivisi da tutti i membri dell’Assemblea romana è quello di avviare bonifiche sostenibili. Per farlo occorrerebbe inserire nello specifico la bonifica nel quadro generale della tutela delle risorse ambientali, intesi ovviamente come suoli e acque sotterranee, così da recuperarli per gli usi preposti.

I Parchi, invece, hanno bisogno di una nuova politica dell'accoglienza, con la creazione di sentieri, aree sosta, rifugi, musei, luoghi di osservazione delle bellezze naturali e altri servizi, grazie ai quali nella nuova offerta turistica tutti i valori del territorio vengano messi efficacemente in rete.

Vanno inoltre promossi gli "alberghi diffusi", cioè un'organizzazione dell'ospitalità presso le residenze locali che ponga le condizioni per una più solida alleanza tra l'Ente e le popolazioni residenti, vero nodo del successo dei Parchi.

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