Emilia Romagna, in arrivo i primi finanziamenti

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Ammontano a sette milioni di euro le risorse messe a disposizione dalla Regione Emilia Romagna  per il finanziamento di interventi di ripristino a favore delle aziende agricole interessate dalle frane che hanno colpito la zona tra il gennaio e l’aprile del 2013.Nello specifico si tratta di 6 milioni e 945mila euro che arrivano dopo circa un anno e mezzo di attesa, e che gli imprenditori agricoli potranno utilizzare per il finanziamento all’80% di 58 interventi di ripristino delle strutture aziendali(fienili, stalle, depositi) danneggiate o distrutte, degli impianti  frutticoli e dei  vigneti e per l’acquisto di macchinari.La notizia è stata data da Tiberio Rabboni, assessore regionale all’agricoltura, e, nonostante si tratti di un aiuto considerevole per le aziende agricole danneggiate a vario modo dal maltempo, mette in evidenza come i lunghissimi tempi della burocrazia rendano ancor più difficile il ritorno alla normalità. I finanziamenti stanziati dalla Regione Emilia Romagna, infatti, si riferiscono a quanto accaduto lo scorso anno, mentre gli agricoltori e gli allevatori stanno cercando di contare i danni creati dalle ondate di maltempo che hanno caratterizzato in particolar modo il mese di novembre 2014 e che hanno colpito varie regioni del Nord Italia.Tra il 2013 e il 2014 sono stati definiti ben 25 stati di emergenza per i danni causati dal maltempo nelle tre regioni più colpite (Emilia Romagna, PiemonteVeneto), il che mette in evidenza la necessità di intervenire in modo mirato e soprattutto in tempi brevi non solo per riparare ai danni ma principalmente per ridurre il rischio a cui sono costantemente sottoposti i cittadini e gli imprenditori di queste regioni.Per cercare di evitare ancora disastri e morti come avvenuto in questi ultimi mesi è però necessario un cambiamento radicale dell’approccio al dissesto idrogeologico del paese. Non basta più stanziare fondi per riparare ai danni, anche perché i soldi disponibili sono ormai agli sgoccioli ed è palese che non potranno essere erogati altri aiuti prima del prossimo anno. Come affermato anche dal Ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi, infatti, è necessario che la classe politica e le istituzioni nazionali e locali ammettano le loro responsabilità e si attivino per ridurre i rischi ai quali centinaia di migliaia di cittadini sono esposti ogni giorno.

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