Acqua ed energia, un connubio perfetto

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Produrre energia pulita utilizzando gli impianti di irrigazione utilizzati in agricoltura già presenti sul territorio italiano, è questo l’obiettivo del progetto "mini-idroelettrico" , presentato nei giorni scorsi all’Università La Sapienza di Roma alla presenza di Mario Catania, Ministro delle Politiche Agricole.

Un progetto che, anche se definito mini, sarà in grado di produrre ogni anno oltre 350 GWh di energia pulita pari ad un valore di 100 milioni di euro.

Nessun investimento impossibile, anzi. Il progetto, infatti, utilizzerà quanto di già esistente sul territorio, ossia il grande parco di opere idrauliche realizzate per l'irrigazione con fondi pubblici, soprattutto quelle create con i fondi della Cassa per il Mezzogiorno.

Con un investimento contenuto – ha commentato  Roberto Iodice, Commissario ad acta ex Agensud del ministero delle Politiche Agricole - è possibile attivare a oltre 200 impianti degli Enti irrigui e dei Consorzi di bonifica; una straordinaria opportunità sotto l'aspetto ambientale, economico, energetico e di sviluppo.

Si tratta di un progetto che non avrà nessun impatto ambientale negativo, ma, invece, sarà in grado di restituire intatta, pulita e sfruttabile in altra maniera una risorsa tanto importante quale è l’acqua, senza, peraltro, utilizzare suolo agricolo o modificare il paesaggio rurale.

Si inizierà con una prima tranche di contributo pubblico di 30 milioni di euro, che saranno utilizzati per la copertura dei costi. In totale il primo investimento sarà pari a 100 milioni di euro, cifra alla quale si arriverà aggiungendo al contributo pubblico quello di

Capitali privati interessati alla realizzazione e soprattutto alla gestione degli impianti, che potrà consentire la realizzazione dei progetti di più immediata esecuzione, pari a circa un terzo dell'intero programma.

Oltre  a ciò, è doveroso sottolineare che il progetto non andrà a gravare in alcun modo sulla finanza pubblica, in quanto per la sua attuazione saranno utilizzate economie di spesa previste nell'ambito dell'attuazione dei programmi di infrastrutture irrigue approvati dal CIPE e di competenza del ministero Agricoltura.

A questo secondo stimolo virtuoso si aggiunge anche il fatto che l’Erario stesso potrà beneficiare degli introiti che saranno generati  dai canoni annuali di concessione per l'uso idroelettrico dell'acqua da parte degli Enti.

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