Ermes, il riso si controlla dallo spazio

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I risicoltori europei hanno ora a disposizione un nuovo strumento che permetterà loro di controllare le colture direttamente da pc o da smartphone. Turro questo è possibile grazie ad Ermes – an Earth Observation Model Based Rice Information Service – progetto coordinato dall’Istituto per il rilevamento elettromagnetico dell’ambiente di Napoli (Irea) e finanziato dal settimo Programma quadro europeo di ricerca.L’attivazione del sito internet di Ermes è un notevole passo avanti per l’innovazione del settore agricolo in quanto si configura come un nuovo e più sostenibile approccio alla produzione e alla gestione agricola. Di durata triennale (2014-2017), il progetto Ermes in questa sua prima fase permetterà di monitorare tre grandi aree a vocazione risicola: la regione padana con Novara, Vercelli e Pavia (qui il 90% della produzione nazionale risicola); la valle dell’Ebro in Spagna e la zona di Kalochori in Grecia.Come funziona Ermes?Nella realizzazione di questo progetto i ricercatori hanno cercato di integrare diversi ambiti di ricerca: l’utilizzo di nuove tecniche di telerilevamento e di osservazione della Terra attraverso sensori satellitari ottici e radar, insieme alla creazione di modelli di crescita delle colture, permette di avere dati geo-referenziati che gli utenti finali del progetto, ovvero i risicoltori delle zone al momento controllate, come anche le autorità responsabili delle politiche agroambientali, le aziende agricole che devono rispettare criteri di sostenibilità delle produzioni, e gli imprenditori agricoli che intendono monitorare le produzioni e dello stato delle colture, potranno leggere direttamente sul geoportale dedicato o sul telefonino grazie ad una apposita applicazione.Ermes è una grande piattaforma grazie alla quale non solo i ricercatori, ma anche tutti gli altri soggetti interessati, possono avere delle informazioni immediate, aggiornate e anche semplici da leggere circa la ricerca e i risultati ottenuti, così come consultare documenti, mappe e modelli, partecipando attivamente al progetto grazie anche alla possibilità di condivisione sui social network.

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