Quanto rende l’export dei prodotti italiani?

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L’agricoltura cresce, a dismisura. Lo dimostrano i dati, i numeri, l’occupazione crescente del comparto e la situazione molto positiva in cui versano import ed export. Lo dice a gran voce anche Confagricoltura.

A pochi mesi di distanza dalla prossima Riforma Pac, possiamo dire a gran voce che, avvicinandosi la fine dell’anno e facendo il dovuto bilancio, salviamo il lavoro svolto dagli agricoltori. In poco tempo l’agricoltura è diventata uno dei settori trainanti dell’econimia, surclassando il settore industriale (in calo dal punto di vista della produzione, calo vertiginoso oseremmo dire) e il settore delle automobili (la spending review delle famiglie ha fatto in modo che tra le rinunce di ogni nucleo, c’è quella alla macchina nuova).

Si parla molto, come detto, dell’export dei prodotti italiani, ed è interessante sapere quanto fruttano in termini economici.

Ecco, dunque, quale è stato il commento di Confagricoltura in occasione. lla presentazione del 46° rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese 2012 che, per il capitolo agricoltura, ha condotto un'indagine su aziende di medie e grandi associate all’Organizzazione.
Certamente, a parere di Confagricoltura, occorre dare il giusto peso economico al settore e decidere d’imboccare la strada della competitività curando i mali ‘endemici’ del sistema agricolo attuale.

Ogni euro di export agricolo ha un effetto trainante e produce ben 4 euro di vendita all’estero di prodotti trasformati. Ciò dimostra che l’agricoltura ‘di punta’ cresce e può svilupparsi ancora di più, con un effetto trainante per la ripresa economica del Paese. L’Italia deve puntare su un’ agricoltura più organizzata, più compatta, meno dispersa sul territorio, fatta di unità produttive dotate di maggiore potere di mercato, capace di promuovere e costruire reti flessibili di conoscenza e di competenze”.
Il rapporto presentato dal Censis  fa il punto sui più efficaci modelli di organizzazione del tessuto d'impresa e sui sistemi a rete come strumenti per innescare la crescita. Le nostre imprese associate, meno individualiste, che sono state  capaci di attivare un’innovazione non limitata al solo aspetto produttivo e che hanno messo in pratica i vantaggi di lavorare in network – sottolinea Confagricoltura - sono la dimostrazione  che l’agricoltura, pur in un contesto di mercato molto difficile, continua a crescere e, comunque, regge meglio alla di crisi.

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