Ridurre gli sprechi per ridurre la fame

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Qual è il prezzo da pagare per il cibo che portiamo sulle nostre tavole?

Sicuramente quello a cui lo acquistiamo al supermercato, composto dalla somma di tutti i costi che sono stati sostenuti per la sua produzione. Ma contribuiscono a questo prezzo anche degli altri fattori che, pur essendo legati alla produzione, hanno una portata più ampia.

Si tratta del prezzo che paga il pianeta Terra per sostenere il nostro sistema alimentare. Un prezzo altissimo se si considera che la produzione del cibo, ad oggi, costa alla Terra un’ampia fetta della sua superficie (20% della la terra coltivata, 30% delle foreste e 10% dei pascoli ormai degradati), il 9% delle risorse idriche disponibili, un aumento del 30% delle emissioni di gas serra –dovuto alla deforestazione per rendere coltivabile il territorio-  e il 30% dell’energia disponibile.

Percentuali molto alte che dimostrano come il sistema alimentare mondiale stia diventando insostenibile per il Pianeta, aggravate dal fatto che ogni anni vengono sprecate ben 1,3 miliardi di tonnellate di cibo. In previsione di un aumento della popolazione mondiale di due miliardi di persone  entro il 2050, diviene evidente la necessità di ripensare il nostro modo di consumare il cibo.

Per cercare una soluzione efficiente e duratura a questa urgenza l'Unep, il Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente, la Fao, l'Organizzazione ONU per l'Alimentazione e l'Agricoltura e altre istituzioni internazionali hanno lanciato la campagna Think. Eat. Save. - Riduci a tua impronta ecologica alimentare, che nasce a sostegno di Save Food, l'iniziativa Fao per ridurre le perdite e gli sprechi alimentari.

Il valore complessivo del cibo che ogni anno diventa spazzatura – con perdite alimentari maggiormente concentrate nella produzione e sprechi che sono imputabili perlopiù a livello di dettaglianti e di consumatori – ammonta a circa mille miliardi di dollari, ai quali vanno aggiunti i costi che si hanno a livello di terra, acqua, fertilizzanti, emissione di gas serra prodotti dalla decomposizione del cibo nelle discariche e nel trasporto di cibo.

Insieme possiamo ribaltare questa inaccettabile tendenza e migliorare le condizioni di vita. Nei paesi industrializzati, circa metà di tutto il cibo viene dissipato - circa 300 milioni di tonnellate - perché produttori, distributori e consumatori eliminano alimenti che sono ancora buoni per essere consumati. Questo è più del totale netto della produzione alimentare dell'Africa Subsahariana, e sarebbe sufficiente a nutrire i circa 870 milioni di persone che soffrono la fame nel mondo.

José Graziano da Silva, Direttore Generale della Fao

La campagna Think. Eat. Save. - Riduci a tua impronta ecologica alimentare è stata avviata al Vertice Rio+20 del giugno 2012 con l’approvazione del Quadro Programmatico Decennale per modelli di consumo e produzione sostenibili.

Quello della fame è un problema al quale stanno cercando di dare una soluzione molte istituzioni internazionali ed dal World Food Programm arriva il decalogo che contiene i motivi per cui fame è il più grande problema risolvibile al mondo:

  1. Circa 870 milioni di persone nel mondo non hanno cibo sufficiente a condurre una vita sana. Ciò implica che una persona su 8 nel mondo va a letto affamata ogni giorno.
  2. Il numero di persone che vivono affetti da fame acuta si è ridotto di 130 milioni negli ultimi 20 anni. Nei paesi in via di sviluppo, la diffusione della denutrizione è diminuita dal 23,2% al 14,9% nel periodo 1990-2010.
  3. Gran parte del progresso nella lotta contro la fame è stato fatto prima del 2007/2008. Da allora, la lotta a livello globale contro la fame ha subito un rallentamento, per poi fermarsi.
  4. La fame è al primo posto nella lista dei fattori di maggior rischio per la salute nel mondo. Ogni anno uccide più persone di Aids, malaria e tuborcolosi insieme.
  5. Nei paesi in via di sviluppo un terzo delle morti di bambini al di sotto dei 5 anni è legato alla denutrizione.
  6. I primi mille giorni nella vita, dalla gravidanza ai due anni, sono critici per combattere la denutrizione. Una dieta appropriata in questo periodo può prevenire l’arresto della crescita mentale e fisica che la malnutrizione può causare.
  7. Con soli 20 centesimi di euro possiamo somministrare ad un bambino le vitamine e i nutrienti di cui ha bisogno per crescere in maniera sana.
  8. Se le donne delle zone rurali godessero dello stesso accesso che hanno gli uomini alla terra, alla tecnologia, ai servizi finanziari, all’educazione e ai mercati, il numero di persone che soffrono la fame potrebbe ridursi di 100-150 milioni.
  9. Entro il 2050, il cambio climatico e i modelli climatici fuori controllo avranno messo a rischio alimentare altri 24 milioni di bambini. Quasi la metà di essi vivrà nell’Africa Sub-Sahariana.
  10. La fame è il più grande problema risolvibile che affligge il mondo.

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