I volti di Halloween in Italia, tra feste cristiane e tradizioni celtiche

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La festa di Halloween affonda le sue radici nella tradizione celtica, rievocando le antiche origini della cultura europea. Nei Paesi di cultura anglosassone il 31 ottobre è una ricorrenza consolidata che precede il giorno di Ognissanti,  introdotto da Papa Gregorio IV nell’853 d.C. e la Commemorazione dei Defunti il 2 novembre, fissata per la prima volta nel calendario cristiano nel 988 d.C. dai Benedettini. Il termine Halloween è la contrazione delle parole inglesi All Hallows’ Eve e indica proprio la Vigilia di Ognissanti.

La Chiesa volle istituire queste due ricorrenze in un periodo di celebrazioni importanti per le popolazioni celtiche proprio per inglobarne la cultura. In questo periodo dell’anno, infatti, i Celti festeggiavano la fine di un ciclo e l’inizio di un altro con la Festa di Samhain, transizione dallaStagione Luminosa alla Stagione Scura. Il passaggio delle stagioni rievoca la transizione dalla vita alla morte e i Celti in questo periodo si riconciliavano con i defunti, commemorandoli e placandoli con offerte, preparando le provviste in attesa del lungo inverno ed esorcizzando la paura della morte e del freddo.

Halloween segna dunque un momento cruciale di fusione tra due culture e religioni e non stupisce che in Italia sia stata importata ed accolta con favore negli ultimi anni. Veglioni, degustazioni di dolci dalle forme macabre, decorazioni e menu a base di zucca, travestimenti per esorcizzare la paura degli spiriti e giri del quartiere a ripetere la formula “Dolcetto o scherzetto?” di casa in casa accompagnano anche da noi la notte di Halloween.

Alcune regioni italiane hanno conservato, nei giorni di Ognissanti e della Commemorazione dei Defunti, tradizioni e usanze tipiche dell’antica Festa irlandese di Samhain. In Val d’Aosta, in Sardegna ed in Puglia, ad esempio, si lascia la tavola imbandita per i defunti. Similmente accade in Piemonte dove nell’apparecchiare la tavola si aggiunge un coperto per ogni defunto. Le persone vegliano davanti ai fuochi mentre i cari estinti visitano le case dei parenti ancora vivi. In Calabria il banchetto per i morti veniva allestito direttamente sulle tombe al cimitero.

In Emilia Romagna ed in Abruzzo, l’odierno dolcetto o scherzetto è legato all’antica usanza dei poveri e dei giovani di chiedere cibo ed offerte di casa in casa per placare le anime dei defunti. In Sicilia ed in Sardegna, infine, i bambini ricevono in dono dolcifrutta secca ed altre leccornie dai defunti.

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