Filiera del tabacco: scatta il count down per le modifiche di Bruxelles

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L’Unione Europea è in procinto di modificare le sorti della filiera del tabacco. Le nuove direttive preparate dagli esperti della Commissione sono sul tavolo in discussione. Tutto lascia presupporre che entro la fine dell’anno sapremo qualcosa di più concreto sulle nuove misure da adoperare.

È questo un argomento di cui si parla da tempo. Soltanto negli ultimi però sono state scritte e messe in circolazione le prime bozze riguardanti le nuove normative. Vediamole insieme, con la consapevolezza del fatto che esse potrebbero creare seri problemi alla filiera del tabacco italiana, la quale rappresenta una grande fonte di occupazione.

Vi sarà l’introduzione del pacchetto di sigarette generico. La superficie della nuova confezione sarà occupata prevalentemente da immagini scioccanti. L’esposizione di pacchetti di sigarette nelle tabaccherie sarà vietata. Saranno altrettanto vietati alcuni ingredienti. Procedendo con le modifiche, ogni pacchetto dovrà contenere minimo 20 sigarette. Il destino di una filiera che ha sempre offerto la possibilità di numerosi posti di lavoro è oggi nelle mani della Commissione di Bruxelles e del nuovo reticolo disciplinare che sta per essere approvato. Parliamo di un settore che coinvolge complessivamente 204.000 addetti. Tra questi 53.000 sono impiegati nella tabacchicoltura, 5.500 nella prima trasformazione, 740 nella manifattura, 2.700 nella distribuzione dei prodotti da fumo e 140mila nelle rivendite di tabacchi.

C’è di più, dal momento che anche l’Erario sarà costretto a revisionare i propri conti. La vendita dei tabacchi lavorati garantisce allo Stato italiano entrate fiscali che superano i 13,6 miliardi di euro. Per tutti questi motivi, c’è già chi parla di crisi per l’industria del tabacco. Il calo dei consumi, in verità, esiste da tempo e attualmente si aggira intorno all’8%. Le nuove limitazioni sull’utilizzo dei marchi potrebbero essere un’ulteriore batosta per la filiera.

Nel frattempo una sentenza della Corte costituzionale austrialiana ha avviato una legge che, dal primo dicembre, costringerà le multinazionali a vendere le sigarette in pacchetti anonimi di colore olivastro. Unendo questo elemento assieme al divieto di usare aromi e ingredienti (proveniente dalle bozze di Bruxelles) si evince che a breve sarà difficile riconoscere una sigaretta rispetto ad un’altra.

È importante aprire a questo punto una finestra che riguarda il settore agricolo, uno dei pochi comparti ad essere più minacciati da tali proposte. La miscela delle cosiddette “american blend” è composta anche di varietà di tabacco burley, trattato con ingredienti nella fase di manifattura per ripristinare i livelli di zucchero e aromi persi durante la fase di essiccazione. Il divieto di utilizzo di tali tabacchi potrebbe generare, solamente in Italia, un impatto sull’occupazione del comparto stimabile in una perdita del posto di lavoro per circa 20mila lavoratori agricoli e della prima trasformazione (tra fissi e stagionali). Ricadute che non gioverebbero di certo ad alcune aree geografiche, la Campania in particolar modo.

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