Sbloccato il Fondo Kyoto
Data: 23 maggio 2012 | Di: Redazione
Categoria: Agricoltura

Il Governo ha finalmente sbloccato i fondi destinati ad attivare i finanziamenti collegati al cosiddetto Fondo Kyoto, i quali erano stati stanziati già da qualche tempo. Nel 2005, quando l’Italia ha ratificato il Protocollo di Kyoto, si è impegnata a livello internazionale per l’attuazione di misure grazie alle quali ottenere un calo significativo delle emissioni carboniche in atmosfera.
La Legge Finanziaria 2007 è stata il tramite per istituire il Fondo Kyoto, allo scopo di esecuire gli impegni presi precedentemente. Il 25 novembre dell’anno successivo sono stati fissati gli stanziamenti indirizzati all’alimentazione del Fondo, individuando gli interventi da incentivare e disciplinando le modalità di accesso ai finanziamenti.
Si è dovuti arrivare a Marzo 2012 per leggere la Circolare Kyoto, grazie alla quale i fondi sono stati sbloccati definitivamente, previo ottemperanza delle regole pratiche attuative. La somma stanziata è di 600 milioni di euro. Servirà a far crescere le risorse.
Il Fondo Kyoto è definito in gergo un fondo “rotativo”: si alimenta grazie alle somme restituite in maniera ciclica dai soggetti beneficiari. Tali somme vanno a ricostruire l’ammontare iniziale. La cifra di base è già completamente disponibile, ma verrà erogata in tre fasi da 200 milioni l’una. La prima sessione di finanziamenti è partita a metà marzo. L’ultima è prevista per metà luglio.
Per accedere ai finanziamenti non vi sono graduatorie. È stato istituito un meccanismo “a sportello”, gestito in maniera totalmente telematica. A occuparsi della gestione è la Cassa Depositi e Prestiti, che avrà anche il compito di organizzare le procedure relative al ricevimento delle domande, al vaglio del progetti e alla successiva assegnazione delle risorse.
I finanziamenti erogabili hanno durata variabile, da tre a sei anni. In ambito agricolo sono stati destinati 130 milioni di euro per la concretizzazione di progetti finalizzati al risparmio energetico e all’incremento dell’efficienza negli usi finali dell’energia: in soldoni, nel comparto agricoltura si potranno fare interventi sull’involucro di edifici esistenti, come ad esempio l’isolamento termico o la sostituzione di finestre.
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