Fonti rinnovabili, la nuova frontiera dell’energia

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In Italia si è assistito nell’ultimo anno ad una vera e propria esplosione degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili agricole (+44% ) con un conseguente aumento del 12% dell’energia prodotta, con circa 2.800 MW installati, che equivalgono a quasi 9mila Gwh di energia.

Ad oggi il 13% dell’energia prodotta in Italia proviene da fonti agricole rinnovabili. Questi dati, elaborati dal Gse, mettono in luce come sia alla portata dell’Italia il raggiungimento degli obiettivi imposti dalla Direttiva europea n.28 del 2009 che prevede che entro il 2020 almeno il 17% dell’energia del paese vanga prodotta da fonti rinnovabili.

Dopo tanti dati negativi sull’Italia, finalmente possiamo dire di essere tra i primi in una classifica che non sia negativa: l’Italia, infatti, si trova tra i primi produttori in Europa di energia da fonti rinnovabili. Su un totale del 10,5% di energia che in Europa viene prodotta da questa tipologia di fonti, la quota spettante all’Italia è quasi la metà: il 4,5%, cioè 741.000 Tep (tonnellate equivalenti a petrolio).

Un processo, questo, che è ancora solo all’inizio. Secondo Angelo Scaravonati, presidente di Rinnova Green Energy e di Rinnova Energia e pioniere delle rinnovabili, infatti, nel futuro prossimo si potrà assistere ad un’ulteriore accelerazione di questo processo:

La tendenza sarà quella di puntare sull’energia termica piuttosto che su quella elettrica, che ormai interessa meno, considerato che ci avviamo verso un surplus di produzione elettrica rispetto ai fabbisogni reali.

Tutta energia che si produce con legna, cippato e pellet, prodotti che hanno registrato un boom di consumi nel 2012 e che mettono in evidenza, però, la necessità di puntare ad una produzione interna al paese, dato che circa il 26% del prodotto consumato è stato importato dall’estero.

Sarebbe opportuno, secondo Scaravonati, seguire l’esempio di alcuni paesi del Nord Europa, come la Danimarca, che hanno implementato le mrf (medium rotation forestry) per cercare di rendersi autosufficienti lungo tutta la filiera della produzione di energia da fonti rinnovabili

In Danimarca gli imprenditori hanno piantato 2.600 ettari di mrf e puntano di raggiungere l’autosufficienza energetica nel prossimo triennio. Sono venuti a vedere cosa facciamo noi in Italia e si sono detti ancora più convinti che il legno è il nuovo petrolio. Prevedo una crescita di questo segmento a due cifre nei prossimi anni.

Una grande opportunità per il futuro, ma è necessario prendere delle precauzioni per evitare che l’impatto ambientale delle biomasse superi i loro vantaggi, soprattutto per quanto riguarda la produzione di particolato nella combustione. È sempre Scaravonati a gettare le basi per una prospettiva futura che tenga conto anche di questo aspetto:

Non possiamo non ricordare quanto sia importante promuovere l’aspetto tecnologico legato ai rendimenti della caldaie e contemporaneamente investire nella filtrazione dei fumi, per ridurre ai minimi le emissioni. Una linea di maggiore eticità che in termini pratici potrebbe tradursi nel ridurre i limiti emissivi del 20-30% nei prossimi anni.

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