Frutta in guscio, in calo la produzione di nocciole e castagne italiane

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Per la frutta in guscio italiana non è decisamente una buona annata. A partire dal calo produttivo delle nocciole: le stime per il raccolto del 2012 parlano infatti di una riduzione di ben 40 mila tonnellate rispetto alle 130 mila dello scorso anno. Ad incidere negativamente sulle rese è stata l’eccessiva piovosità primaverile che ha penalizzato la fase di impollinazione. Non meno danni al raccolto ha provocato l’ondata di siccità estrema estiva che si è abbattuta su tutte le produzioni.

Al raccolto più magro per via dei fenomeni climatici estremi, va ad aggiungersi un’altra cattiva notizia per i produttori italiani: la ripresa del mercato delle nocciole turco, fortemente in crisi lo scorso anno. La Turchia è il maggior produttore mondiale di nocciole. Quest’anno la produzione turca fa segnare un +50%, grazie ai lauti incentivi erogati ai produttori dal Governo ed il Paese inizia a diventare più competitivo anche nell’export di pistacchi e noci. Ciononostante, nota positiva, la Ferrero, industria dolciaria italiana che più utilizza la frutta in guscio, ha annunciato che resterà fedele alle produzioni italiane, smentendo a gran voce le notizie di una delocalizzazione della fabbrica della Nutella in Turchia.

Altra buona notizia riguarda l’aumento dei consumi di frutta in guscio in Europa: il mercato della frutta secca è infatti cresciuto del 2,3%, con un fatturato di 457 milioni di euro. Purtroppo i produttori italiani non potranno raccoglierne i frutti. Oltre alle nocciole, infatti, il calo produttivo causato dal clima avverso ha interessato le mandorle e le noci.

Magro quest’anno anche il raccolto delle castagne. Le piante, già stremate dalla siccità, hanno combattuto una lotta impari contro il parassita cinipide galligeno (Dryocosmus kuriphilus). Questa specie invasiva, proveniente dall’Asia, ha fatto crollare la produzione. Le galle inglobano infatti le foglie e gli amenti della pianta, arrestandone lo sviluppo vegetativo. In alcuni castagneti il crollo ha sfiorato la percentuale del 70%. In dodici regioni italiane è partito un programma di lotta biologica, volto ad arginare i danni del cinipide tramite la diffusione del Torymus sinensis, antagonista naturale della specie.

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