Agricoltura, sanità pubblica e acqua potabile per combattere la povertà nei Paesi in via di sviluppo

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Al G20 di Cannes dei giorni scorsi lo sguardo dei grandi della Terra si è rivolto verso l'agricoltura come principale soluzione alla grave crisi alimentare che sta fronteggiando il mondo. Parlavamo qualche giorno fa della crescita vertiginosa della popolazione mondiale: abbiamo appena superato la soglia dei sette miliardi. Coltivare in modo sostenibile ma produttivo è dunque molto importante in un mondo che ha fame ed in cui le risorse alimentari ed idriche sono distribuite sempre meno equamente tra Nord e Sud del Pianeta. Ecco perché noi di Netafim abbiamo apprezzato il discorso che ha tenuto Bill Gates al G20 in qualità di presidente della Bill & Melinda Gates Foundation, un'associazione benefica che si occupa di sviluppo sostenibile nei Paesi sottosviluppati.

 Un report che ci offre uno spunto di riflessione importante che vogliamo condividere con voi. L'agricoltura, insieme alla sanità pubblica, deve essere, prima di ogni altro aspetto, oggetto degli aiuti delle nazioni industrializzate occidentali ai Paesi asiatici ed africani in difficoltà.

In entrambi i settori l'acqua è l'elemento determinante: le risorse idriche sono necessarie per irrigare i campi e dunque sfamare la popolazione ma anche per garantire acqua potabile e servizi igienici adeguati a prevenire la diffusione di epidemie. Irrigare senza sprecare acqua, mantenendo alta la produttività, è una delle soluzioni sia alla fame nel mondo che alla mortalità elevata nei Paesi in via di sviluppo a causa di infezioni o denutrizione.

Oltre a contrastare il problema della fame nel mondo e a migliorare le condizioni di salute e la qualità della vita della popolazione, l'agricoltura risolleverà l'economia locale dei Paesi poveri. Per farlo sarà necessario garantire ai piccoli agricoltori l'accesso alla terra come fonte sia di reddito che di autosostentamento.

La sfida che ci attende è sicuramente difficile: trasmettere ai Paesi poveri le conoscenze tecniche per migliorare la resa delle colture, promuovere investimenti in sistemi di irrigazione efficienti, creare una rete di infrastrutture idriche moderna e più estesa.

Leggevamo sul portale della CIA che per sfamare nove miliardi di persone, a tanto ammonterà la popolazione mondiale nel 2050, bisognerà aumentare la produzione alimentare del 70%. Nei Paesi in via di sviluppo la produzione agricola dovrà almeno raddoppiare.

Se i Governi possono e devono vigilare sulle speculazioni finanziare che mandano in crisi il mercato agricolo, incidendo soprattutto sui Paesi più poveri, il compito delle imprese agricole e delle multinazionali è di continuare ad investire in ricerca ed  innovazione tecnologica. Occorre studiare soluzioni mirate per il clima e la situazione socio-politica dei Paesi poveri, colture capaci di adattarsi ai cambiamenti climatici, sistemi di irrigazione basati sul risparmio idrico, adatti a garantire risultati eccellenti  in una clima che si fa sempre più arido in numerose aree del mondo. Basti pensare all'emergenza idrica di Tuvalu, ne scrivevamo a fine ottobre.

Nel rapporto pubblicato da Bill Gates si parla di azioni concrete per reperire i fondi per il World Food Programme. I Paesi occidentali, inclusa l'Italia, per via della crisi sopraggiunta nel 2007 sono venuti meno agli impegni presi. Con delle tassazioni sulle transazioni finanziarie, sull’aviazione e sul tabacco si potrebbero reperire i fondi necessari allo sviluppo di un'agricoltura sostenibile e più produttiva nel Sud del mondo.

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