Giovani agricoltori dell’Emilia Romagna

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I Fondi per lo Sviluppo Rurale messi a disposizione dei giovani imprenditori del settore dall’Unione cominciano a dare i loro frutti. Un esempio è quanto accaduto negli ultimi anni in Emilia Romagna, terra che ha recentemente subito dei gravi danni che hanno coinvolto anche e soprattutto il settore agricolo.Secondo una recente stima della Coldiretti, infatti, nella regione sono attivi ben 5.504 imprenditori agricoli under 40 ai quali si aggiungono oltre 17.000 giovani che lavorano nelle loro aziende. Un numero molto alto, soprattutto se si considera che il lavoro agricolo non è da tempo tra le prime scelte dei giovani.Ma le condizioni lavorative di tutti gli altri settori hanno portato una grande percentuale di coloro che hanno scelto la vita cittadina a ripensare sia il proprio lavoro che il proprio stile di vita per tornare alle campagne e alle opportunità di lavoro e di imprenditoria che queste offrono.Lo scorso anno la Regione Emilia Romagna ha messo a disposizione degli imprenditori agricoli con meno di 40 anni di età 230 milioni di euro, un quarto dell’interno budget definito dalla Regione con l’Unione Europea per il settore agricolo; per l’anno in corso i fondi a loro destinati arriveranno a un milione e mezzo di euro, da distribuire tra coloro che ne faranno richiesta.Grazie a questi aiuti, i giovani imprenditori emiliani e romagnoli hanno messo in piedi – ex novo o a partire dalle proprietà di famiglia – attività agricole di diverso genere che hanno tutte però un tratto in comune. Queste attività, infatti, si caratterizzano per la loro modernità sia nelle attrezzature utilizzate che nei rapporti con i consumatori che, inoltre, nell’attenzione sempre maggiore posta all’uso di energie rinnovabili.E questa innovazione sta dando ottimi risultati. Secondo la l’assessore regionale all’Agricoltura Tiberio Rabboni, infatti:l’estensione delle aziende degli imprenditori agricoli under 40 è mediamente più alta rispetto alle altre. È un dato significativo: la dimensione media di un’attività condotta da un giovane emiliano-romagnolo è di 24 ettari, mentre lo stesso dato, su tutte le fasce d’età, è di 14.Ma il lavoro di questi giovani imprenditori agricoli non è ancora finito. Rabboni ha lanciato una nuova sfida alle nuove generazioni: rilanciare sul mercato le produzioni tipiche dell’Appennino, chiedendo
ad alcuni grandi marchi del settore alimentare italiano di commercializzare nei centri commerciali di tutta Italia quei prodotti che siano riconoscibili come fatti in montagna: biscotti, carni, formaggi, pasta. Per avere uno sbocco sul mercato a prezzi remunerativi, ripopolare ettari di terra abbandonati e affiancare i giovani che vogliono cimentarsi in questa impresa.

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