I frutteti italiani sono in via di estinzione

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L’Italia vanta un importante primato per quanto riguarda la produzione di frutta. Ma questo primato è messo a repentaglio dalle condizioni in cui versano i frutteti del nostro Paese. Sono letteralmente decimati, rispetto a quindici anni fa. Dal 2000 ad oggi, infatti, sono scomparsi più di 140.000 ettari di piante di mele, pesche, arance, pere, albicocche e altri frutti.A lanciare l’allarme è Coldiretti.La superficie dei frutteti è passata da 426mila ettari a 286mila, facendo registrare un crollo netto pari al 33% in 15 anni, stando alle elaborazioni Coldiretti sui dati Istat circa le coltivazioni legnose agrarie pubblicati quest’anno.A causare la scomparsa delle piante da frutto è stato il calo vertiginoso dei prezzi versati agli agricoltori che non riescono più a coprire neanche i costi di produzione. Il taglio maggiore ha coinvolto i limoni, con la superficie dimezzata (-50%), seguiti dalle pere (-41%), pesche e nettarine (-39%), arance (-31%), mele (-27%), clementine e mandarini (-18%). Complessivamente la superficie italiana investita a ortofrutta supera appena un milione di ettari, l'8% della superficie agricola utilizzata a livello nazionale e produce il 26% della produzione agricola italiana. La produzione ortofrutticola italiana oscilla mediamente attorno ai 23 milioni di tonnellate, di cui il 46% in volume di ortaggi in piena aria il 29% di frutta, il 12% di agrumi, il 7% di ortaggi in serra, il 6% di patate, lo 0,5% di leguminose.Il disboscamento delle campagne italiane deriva da una vera e propria invasione di frutta straniera con le importazioni che durante gli ultimi 15 anni sono aumentate del 37% e hanno dunque raggiunto i 2,1 miliardi di chili, ma anche da una progressiva riduzione dei consumi da parte delle famiglie.Questa situazione ha generato effetti pesanti sul piano economico e occupazionale per le imprese agricole, ma anche dal punto di vista ambientale e per la salute dei consumatori. Occorre intervenire per promuovere i consumi sul mercato interno e per supportare dunque le esportazioni, che in quantità sono rimaste pressoché le stesse dal 2000 ad oggi.Non mancano, tuttavia, numeri che lasciano sperare in un cambiamento. Si pensi ai segnali positivi di ripresa dell'economia che non vanno sottovalutati, quali ad esempio l'inversione di tendenza nei consumi di frutta in Italia che non si registrava dall'inizio della crisi, mentre opportunità possono venire anche dall'estero per il tasso di cambio favorevole.Un aspetto preoccupante è rappresentato dal blocco delle esportazioni dei prodotti ortofrutticoli dell'Ue verso la Russia a causa dell'embargo in vigore dal 7 agosto 2014 e recentemente prorogato al 6 agosto 2016, che porta a perdite dirette e indirette al settore ortofrutticolo nazionale

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