I giovani padovani investono e innovano in agricoltura

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Anche nel 2013 si è confermato un trend che da qualche anno sta cambiando il volto dell’agricoltura: secondo gli ultimi dati rilasciati dalla Camera di Commercio di Padova, infatti, continua a crescere il numero di giovani che decidono di dedicarsi alla terra.

Nel 2013, nella provincia, si è registrato un totale di 15.866 giovani che occupano posti manageriali nel settore agricolo. Un insieme molto variegato che comprende una buona percentuale di giovani sotto ai 29 anni, donne e extracomunitari, in aumento di oltre il 5% rispetto allo scorso anno.

Dati, questi, che confermano la voglia dei giovani di tornare all’agricoltura, anche se, è necessario fare una distinzione: da un lato, infatti, ci sono coloro che hanno alle spalle una lunga tradizione famigliare di lavoro agricolo e che quindi scelgono anche dei percorsi di formazione ad hoc per proseguire sulla strada iniziata dalle generazioni precedenti, e, dall’altro, ci sono coloro che scelgono di tornare alla terra dopo aver tentato di realizzarsi in altri campi.

Nonostante questa differenza, i giovani imprenditori agricoli, nel complesso, guardano all’agricoltura come ad un settore che necessita di innovazione e lavorano in tal senso: grazie ad una diffusa alta scolarizzazione, pensano ad internazionalizzare le loro aziende, utilizzano internet per le vendite e si muniscono di sofisticati strumenti informatici e per gestire l’irrigazione, la produzione e i magazzini.

L’innovazione, quindi, sembra essere il punto di forza di questi giovani imprenditori padovani, che però continuano a scontrarsi con quelle problematiche e quelle difficoltà che sono tipiche del settore agricolo.

Tra le maggiori problematiche che si riscontrano nel territorio padovano c’è quella dei prezzi dei terreni agricoli, venduti ad una media di 70.000 euro ad ettaro; un prezzo altissimo che fa lievitare l’investimento necessario per iniziare le attività, a cui si aggiunge, inoltre, la lentezza nella concessione di prestiti – che comunque spesso si rivelano insufficienti – in un settore in cui anche solo qualche mese di ritardo comporta lo slittamento dell’inizio della produzione di un intero anno.

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