Il futuro della sostenibilità

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Riportiamo alcuni stralci di un articolo molto interessante pubblicato dall’Economist sugli sviluppi futuri della sostenibilità dell’acqua in relazione all’uso e alle conseguenze che questo ha sulle imprese economiche.Le multinazionali hanno storicamente dato per scontata la disponibilità di acqua. Ma la situazione sta rapidamente cambiando.I risultati del World Economic Forum 2013 hanno dimostrato che la scarsità di acqua è uno dei principali rischi per le imprese nel 21° secolo, e sempre più imprenditori riconoscono i rischi legati alla disponibilità di acqua sulle loro catene di approvvigionamento e di profitto, sempre più consapevoli dell'impatto che un uso di acqua non sostenibile ha su alcuni fattori ‘intangibili’ del business come reputazione, brand e relazioni con la clientela.Nel 2014 crescerà il numero delle aziende che faranno investimenti sia per ridurre il consumo di acqua nella loro filiera di produzione sia per beneficenza, ma in modo molto diverso rispetto a quanto fatto fino adesso.Si agirà secondo diverse modalità: se prima la beneficenza in questo senso era finalizzata alla costruzione di pozzi per l’approvvigionamento nelle località più remote, ora si investe sull’acqua  con  sovvenzioni economiche mirate e destinate ad ottimizzare i ritorni economici e sociali.Si tratta, in sostanza, di distribuire le risorse filantropiche e aziendali non solo sul numero di persone raggiunte con i servizi, ma anche sul costo di questa operazione, cercando di ottimizzare i risultati attraverso approcci di microfinanza. Il modello più utilizzato è quello del credito a tassi agevolati per la costruzione di infrastrutture.L'acqua gioca un ruolo centrale in tutti gli aspetti della vita, dall'energia alla sicurezza alimentare, sanità e istruzione ed è proprio questo che rende complesso programmare piani di azioni efficaci.Una strada l’ha indicata il Mandato Mondiale dell’acqua dell’Onu che prevede che i firmatari riferiscano i loro impegni in sei aree - interventi diretti, supply chain, azione collettiva, ordine pubblico, coinvolgimento della comunità,  trasparenza – per un approccio alla problematica dell’acqua che sia collettivo e collaborativo al quale devono partecipare in egual modo i governi e le aziende che hanno interesse ad investire a lungo termine in progetti che possano garantire acqua potabile e servizi igienico-sanitari laddove ancora non sono presenti.

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