Impronta idrica pro capite, Italia secondo paese al mondo

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L'Italia è il secondo paese al mondo per impronta idrica pro capite: l’89% del consumo deriva dall’acqua contenuta nei cibi che mangiamo, una percentuale piuttosto altina che di certo non regala un record invidiabile al Belpaese.

 

I risultati sono il frutto del rapporto BCFN, un estratto del libro “Eating Planet. Cibo e sostenibilità: costruire il nostro futuro”. Ed è attraverso una attenta analisi che emerge un quadro piuttosto negativo legato all'Italia, maglia nera in Europa per impronta idrica pro capite, pari a 2.232 metri cubi di acqua dolce l’anno, preceduta solamente dagli Stati Uniti (2.483 m3) e seguita dalla Thailandia (2.223 m3).

 

Il rapporto prima menzionato fa riferimento al concetto di acqua virtuale spiegandone il significato. Si parte da una constatazione, ovvero che in media un individuo beve 2 litri di acqua al giorno e ne consuma fino a 5 litri se si calcola quella utilizzata per cucinare o lavarsi. Ancora, senza nemmeno rendersene conto, utilizziamo ogni giorno 5 mila litri di acqua virtuale per l’alimentazione. Ed è proprio qui che l'Italia indossa la maglia nera. Per il Belpaese infatti l’acqua virtuale contribuisce per l’89% del consumo di acqua giornaliera.

 

Non è tanto dunque il problema dell'acqua che fisicamente consumiamo (e che negli ultimi anni è stata ridotta in quantità grazie a comportamenti più responsabili. La questione è legata a un altro problema, quello che nasce dal sottovalutare l'acqua invisibile che utilizziamo e che si nasconde in quello che mangiamo ogni giorno. L'alimentazione dunque è una delle prima cause di consumo di acqua e semplicemente facendo più attenzione a quello che mangiamo potremmo ridurre di gran lunga l'impatto ambientale. Utilizzare in maniera massiva i sistemi di irrigazione a goccia in agricoltura, contribuirebbe ad abbassare notevolmente l’impronta idrica del nostro paese, basti pensare che le soluzioni a goccia Netafim permettono di risparmiare fino al 90% d’acqua.

 

D'altronde è sempre bene tenere a mente che l'acqua è una risorsa sì rinnovabile ma che si sta facendo sempre più scarsa. Vietato sprecarla, dunque.

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