Indice dei prezzi Fao: scende lo zucchero, il sale e il latte

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 Da circa un anno, anche se con andamenti diversi, continua a scendere l’Indice dei prezzi alimentari della Fao, ovvero l’indice ponderato dei prezzi delle cinque materie prime alimentari più importanti per i mercati internazionali (cereali, carne, prodotti lattiero-caseari, oli vegetali e zucchero).La prima volta che si è manifestata questa tendenza al ribasso dell’indice dei prezzi alimentari è stato nell’aprile dello scorso anno, toccando a marzo del 2015 uno dei picchi più bassi: rispetto al mese precedente il calo è stato dell’1,5%, mentre su base annua la diminuzione è stata di ben 40 punti (-18.7%).A guidare il ribasso, il prezzo dello zucchero che, a causa dell’indebolimento della moneta brasiliana e delle migliori prospettive di raccolto per la prossima campagna, è sceso del 9,2% rispetto a febbraio 2015, registrando una media di 187,9 punti.Scesi anche i prezzi di alcuni oli vegetali, dei cereali e della carne, anche in questo caso per via della crescita dell’offerta e del rafforzamento del dollaro sulle altre monete: gli oli vegetali hanno fatto registrare il livello più basso del prezzo da settembre 2009, arrivando a marzo 2015 a una media di 151,7 punti, il 3,1% in meno rispetto al mese precedente; i prezzi dei cereali a marzo si sono attestati su una media di 169,8 punti, per un calo dell'1,1% rispetto a febbraio 2015 e del 18.7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno; per la carne la Fao ha registrato una media di 177 punti, una diminuzione dell'1% rispetto a febbraio.Particolarmente interessante la situazione dei cereali, prodotto base dell’alimentazione globale, per i quali la Fao ha previsto un forte aumento dell’offerta, grazie alla raccolta record dello scorso anno, che è arrivata a toccare i 2.544 milioni di tonnellate, un aumento dell’1% rispetto al 2013.Buone le prospettive anche per il 2015: la produzione globale di grano sarà leggermente in calo in Ue, mentre si raggiungeranno livello record in Cina, India e Pakistan; Indonesia, Sri Lanka, Colombia e Paraguay guideranno la produzione di riso, prevista in forte calo in Australia; mentre sembra sarà un’annata non facile per i cereali secondari, la cui produzione diminuirà sia nell’emisfero settentrionale che in quello meridionale.Secondo la Fao il consumo di cereali nel 2014/2015 raggiungerà 2,493 milioni di tonnellate e questa domanda sarà sostenuta da un ottimo rapporto scorte/consumo che nel periodo considerato raggiungerà il 25,9% nel 2014/2015, il livello più alto dal 2001/2002.

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