Inquinamento, a rischio pomodori e ortaggi

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L’effetto siccità è ormai prolungato. Di conseguenza non è possibile utilizzare centinaia di pozzi, messi fuori uso dall’inquinamento, al punto di essere sotto sequestro. Il risultato di questa spiacevole coincidenza colpisce la Campania. L’agricoltura è sotto scacco. Nella zona del Vesuvio, così come nel Nolano, passando per il Giuglianese e per l’agro sarnese, i pomodori, le pesche, le patate, gli ortaggi e i pomodorini del piennolo sono andati perduti quasi completamente. Un raccolto decimato dai guai climatici degli ultimi mesi, guai che interessano praticamente tutta l’Italia. In Irpinia, invece, si teme per il raccolto delle castagne. I produttori lanciano un Sos, temendo che vada perduto.

Nel frattempo, constatando l’inquinamento della falda acquifera vesuviana, soprattutto nella zona vicina alla discarica, l’Arpac (Agenzia regionale per l’ambiente) ha finalizzato un piano di monitoraggio delle acque sotterranee alla discarica Sari Pozzelle 3 di Terzigno. In verità il documento ha già due mesi di vita ed è stato redatto su richiesta della Regione Campania. Si tratta di un’approfondita panoramica del territorio. In esso si contano i danni, le zone di rischio, le fonti di inquinamento della falda e le loro origini, le quali sembrano risalire a più di dieci anni fa.

Ecco un frammento estratto dalla relazione:

Le anomale concentrazioni di ferro, manganese, fluoruri e nichel sono già presenti a partire dal 2004–2006.

Questo passaggio del documento allude alla prima discarica Sari, che inizialmente non veniva controllata quasi mai. I suoi collegamenti con le altre discariche abusive hanno scatenato l’inquinamento delle falde acquifere e il conseguente avvelenamento dei pozzi.

L’apertura della nuova discarica Sari è stata soltanto un’ulteriore aggravante in un percorso dannoso già iniziato da anni. Le falde erano già compromesse da molto, a quanto pare. Il territorio oggi ne risente. Il percolato rappresenta attualmente la principale fonte di contaminazione della falda, instillandosi nei rifiuti della discarica.

Senza i pozzi, elemento fondante le campagne napoletane, ci si trova senza uno strumento importantissimo per l’irrigazione dei campi. Difficile farne a meno. La ammette l’Arpac stessa:

L’attività di verifica sul campo delle caratteristiche tecniche dei pozzi ha incontrato, purtroppo, difficoltà crescenti dovute alla mancanza di dati reali dei proprietari degli appezzamenti si cui insistono i pozzi.

Il mancato monitoraggio, dunque, pesa su una situazione che va controllata ponendo immediatamente rimedio.

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